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Politica

RAI/ Brunetta contro Floris: si è fatto quadruplicare lo stipendio

Dopo aver attaccato Fabio Fazio in trasmissione per il suo contratto da 5,4 milioni di euro in tre anni, Renato Brunetta torna a puntare il dito contro i compensi Rai e Giovanni Floris

Renato Brunetta (InfoPhoto)Renato Brunetta (InfoPhoto)

Dopo aver attaccato Fabio Fazio in trasmissione per il suo contratto da 5,4 milioni di euro in tre anni, Renato Brunetta è tornato a puntare il dito contro i compensi Rai. Il capogruppo di Forza Italia alla Camera ha però deciso di prendere di mira un altro volto noto di viale Mazzini, quello di Giovanni Floris, conduttore di Ballarò su Rai Tre, annunciando di aver già depositato in Commissione di Vigilanza Rai un’interrogazione “per chiedere gli opportuni chiarimenti sul contratto in essere tra l’azienda del servizio pubblico e il giornalista”: Floris, scrive Brunetta, “sarebbe stato per molti anni legato alla Rai da un contratto di lavoro a tempo indeterminato. A partire dal 2007, su suo personale impulso, avrebbe richiesto e ottenuto dalla Rai la stipula di un nuovo contratto di lavoro autonomo, da libero professionista, ricevendo un compenso quattro volte superiore rispetto a quello percepito in precedenza, con un evidente aggravio di costi per l’azienda”. Quindi si chiede: “Perché la Rai ha accettato delle condizioni tanto sfavorevoli? Per di più, il nuovo contratto, conterrebbe al suo interno una piccola, ma interessante clausola secondo la quale, alla scadenza del contratto, la Rai sarebbe obbligata alla riassunzione”. Se tutto questo fosse confermato, fa sapere ancora il presidente dei deputati di Forza Italia, “ci troveremmo di fronte ad un contratto di lavoro mai visto nel panorama giuslavorista, che racchiude al suo interno tutti i benefici di un contratto da libero professionista, insieme alle garanzie di un contratto a tempo indeterminato, praticamente un sogno per le migliaia di giovani precari che lavorano nel mondo dell’informazione, a partire proprio dalla Rai”. Brunetta conclude sperando che, nel più breve tempo possibile, “la presidente Anna Maria Tarantola e il direttore generale Luigi Gubitosi contribuiscano a fare piena luce su questa vicenda, che se confermata, si configurerebbe come un vero schiaffo alla politica di risanamento e spending review promossa dagli attuali vertici Rai”.

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