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IL CASO/ Baldassarre (Ex Pres. Consulta): i 148 deputati da validare? Uno sporco trucco

Pubblicazione:venerdì 6 dicembre 2013

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La giunta deve giudicare solo se esistono cause di ineleggibilità o di incompatibilità, e non invece se la legge è incostituzionale. Avrebbe potuto esprimersi in questo senso, ma in quel caso avrebbe dovuto sollevare la questione di legittimità di fronte alla Consulta.

 

A quali condizioni avrebbe potuto farlo?

Secondo alcuni esperti di giurisprudenza, la giunta per le elezioni svolge un ruolo di tipo quasi giurisdizionale. Applica cioè la legge in posizione di terzietà e di imparzialità. Secondo una parte della dottrina tra i poteri della giunta ci sarebbe quello di sollevare una questione di legittimità di fronte alla Corte costituzionale, e io ritengo che la giunta avrebbe potuto farlo. Di fatto però ciò non è avvenuto, e quindi tutto ciò che resta da fare alla giunta è applicare la legge vigente al momento delle elezioni del febbraio scorso. Faccio notare tra l’altro che la Regione Friuli Venezia Giulia non ha alcuna legittimazione ad agire nei confronti dei 148 deputati. Se è un ricorso per conflitto di attribuzione, la Corte costituzionale dovrebbe dichiararlo inammissibile quanto prima.

 

Nella legislazione 2006-2008, la giunta giunse a non convalidare neanche uno dei deputati e senatori. Come mai è così complicato il meccanismo di convalida?

Non è affatto un meccanismo complicato. Il problema è piuttosto il cattivo costume, o meglio uno dei tanti cattivi costumi cui ci ha abituato il Parlamento italiano.

 

E da dove nasce questo cattivo costume?

Nasce dal fatto che deputati e senatori pensano di poter fare qualsiasi cosa e che nessuno avrà il coraggio di porre loro obiezioni relative alla mancata applicazione della legge. Non convalidando per l’intera legislatura permettono a chiunque di fare il deputato senza applicare le leggi su ineleggibilità e incompatibilità. In questo modo creano una zona franca alla legittimità costituzionale, e ciò la dice lunga sul rispetto delle leggi da parte dei nostri politici.

 

Quali sono le conseguenze sul piano pratico?

Tra i deputati potrebbero esserci casi di sindaci di Comuni sopra i 100mila abitanti nei cui confronti c’è un’incompatibilità prescritta dalla legge.

 

E quindi?

Quindi c’è una forma di illegalità all’interno della stessa Camera dei deputati, ed è questo lo scandalo. Coloro che approvano le leggi, e che dovrebbero essere i primi a rispettarle, di fatto scelgono deliberatamente di non applicarle.

 

(Pietro Vernizzi)



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