BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

RETROSCENA/ Ecco perché la Consulta ha bocciato il Porcellum

Infophoto Infophoto

In assenza di un accordo rapidamente attuabile che rispetti tali principi, se si hanno davvero a cuore gli interessi dell'Italia, si deve avere il coraggio di riconoscere la propria impotenza e così andare a nuove elezioni, tanto più che il sistema proporzionale risultante dall'intervento della Corte costituzionale assicurerebbe parità di condizioni di partenza a tutte le forze in campo. Proseguire nell'inazione sarebbe un danno gravissimo alla nostra democrazia. Ai sorrisetti già visti in passato da parte di alcuni capi di Stato e di governo europei se ne aggiungerebbero altri, ben più diffusi e pericolosi per noi tutti: il complessivo deficit di legittimazione democratica dei vertici delle istituzioni si tradurrebbe nella pratica indifendibilità degli interessi nazionali e ci vedrebbe sempre più deboli nella dura competizione tra ordinamenti che ormai connota il processo di integrazione europea. Non è difficile prevedere che l'economia nazionale ne soffrirebbe ulteriormente, aggravando così la crisi sociale che è già ai livelli di guardia. I più foschi presagi si annuncerebbero alle nostre porte. Abbiamo ancora un'ultima chance, occorre coglierla senza indugio.

P.S. Qualcuno si ricorderà il referendum del 1991 sulla preferenza unica: il popolo si è già espresso sui sistemi elettorali delle Assemblee parlamentari, e ha voluto che, quando sia utilizzato il sistema proporzionale, almeno una preferenza sia prevista. Ridurre il voto elettorale a semplice approvazione di una lista assomiglia troppo da vicino alla deprecata "legge Acerbo" approvata sotto il regime fascista. Le elezioni, come si spiega nei testi giuridici, non sono né possono divenire plebisciti, a pena di rinunciare a quel principio democratico su cui, come prescrive l'art. 1 della Costituzione, si fonda la nostra Repubblica.     

© Riproduzione Riservata.