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Politica

PRIMARIE PD/ Renzi, Cuperlo, Civati, a quando l'esame di coscienza?

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

Non sono modalità equivalenti e la differenza non è irrilevante. Ma c' è un risultato drammatico di cui entrambi sono responsabili, seppure non allo stesso modo: il declino italiano che non accenna a finire.

Come spesso accade, anche in questo caso la verità viene è stata raccontata attraverso la finzione del romanzo. Lo ha fatto qualche anni fa Paolo Di Paolo, raccontando il berlusconismo attraverso la metafora della scomparsa di quello che oggi qualcuno chiamerebbe il genitore 2 e descrivendo la vita di una famiglia dopo l'incomprensibile allontanamento della madre. Dove eravate tutti? racconta di un lungo 8 settembre che si è prolungato per vent'anni o, in altri termini, di una prolungata fuga dalle responsabilità della generazione che era già adulta l'11 novembre 1989 quando è caduto il muro di Berlino.  Il desiderio di essere come tutti di Francesco Piccolo, invece, descrive come è stato possibile stare dalla parte di Berlinguer anche quando per governare bisognava raccogliere le sfide lanciate da Craxi. Non che le ragioni etiche rappresentate da Berlinguer fossero senza valore, ma chiudere gli occhi di fronte alla realtà significava accettare una irresponsabile lacerazione tra etica e politica. Ma proprio tale lacerazione si è innestata negli anni ottanta ed è proseguita a sinistra anche nei due decenni successivi.            

Oggi, il Pd volta pagina. Cuperlo, Renzi e Civati non sono leader inconsistenti e, in modi diversi, esprimono verità non banali. Ma saranno in grado di conciliare la rottura – se ci sarà fino in fondo - con un gruppo "non più comunista ma ancora comunista" e la sopravvivenza di un partito che deve molto a quel gruppo dirigente?  E, soprattutto, il partito da loro guidato – post-comunista o radicalmente diverso - sarà in grado di vincere la scommessa che finora tutti hanno perso, quella di conciliare ricerca di consensi e capacità di governo? Finora nessuno dei tre ha spiegato se e come intende farlo. Ma "domani è un altro giorno", diceva Rossella O'Hara alla fine di Via col Vento, ed è auspicabile che il vincitore delle primarie del Pd riesca nella difficile impresa di governare l'Italia affrontando anche, come raccomanda papa Francesco, i processi di globalizzazione in cui tutti siamo coinvolti.

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COMMENTI
07/12/2013 - L'esame di coscienza (Iles Braghetto)

Belle domande?

 
07/12/2013 - Ma va? (luciano dario lupano)

Partito tradizionale? Si, dell'ipocrisia e della ferma protezione del parassitismo intriso di una illimitata invidia il cui unico scopo non è di proteggere e alleviare i poveri diavoli ma di annientare chi non lo è! Traditori!

 
07/12/2013 - Il mio "esame di coscienza"... (Giuseppe Crippa)

Non ho letto i libri citati dal prof. Giovagnoli e quindi non sono in grado di raccogliere proficuamente gli inviti alla riflessione proposti. Mi è nota però la storia personale di Cuperlo e di Civati da una parte (hanno percorsi di vita molto simili) e di Renzi dall’altra e non ho dubbi che soprattutto quest’ultimo sappia conciliare ricerca di consenso e capacità di governo. Cuperlo non raccoglie consenso se non tra i quadri di partito, Civati non ha esperienza di governo (non è mai stato né assessore né presidente di una amministrazione): se condividessi la carta dei valori del PD e pensassi che i due euro che vengono richiesti verrebbero ben spesi saprei per chi votare…