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PRIMARIE PD/ Renzi, Cuperlo, Civati, a quando l'esame di coscienza?

Il Partito democratico è l'ultimo tra i partiti tradizionali ancora in vita. Riuscirà a sopravvivere al ricambio generazionale voluto da Matteo Renzi? AGOSTINO GIOVAGNOLI

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Il Partito democratico è oggi l'unico vero partito tradizionale ancora in vita, in grado di celebrare congressi, sviluppare discussioni, produrre leaders. Ovviamente non si possono ignorare i tesseramenti gonfiati e l'accanimento mediatico pro Renzi, entrambi espressivi di un problema più profondo: l'esangue vitalità della base del partito, che si accende solo a tratti e che è spesso latitante. Resta però il fatto che il Pd è l'unico partito vero ancora in circolazione. La scommessa, oggi, è se e come sopravviverà al ricambio generazionale e all'elezione di un segretario che, chiunque sia, non appartiene al vecchio gruppo dirigente, anche se ovviamente sotto questo profilo Cuperlo, Renzi o Civati non sono equivalenti. 

Il vecchio gruppo dirigente aveva certamente molto limiti ma anche indubbie capacità. E in molti casi le seconde rappresentavano l'altra faccia dei primi. Questo gruppo dirigente infatti veniva in gran parte dal Pci e dopo il 1989 ha evitato clamorosamente una doverosa autocritica. Ma questa scelta ha permesso di tenere uniti i militanti, anch'essi poco desiderosi di compiere scomode autocritiche. I Veltroni e i D'Alema hanno spesso litigato tra loro, senza però che fosse sempre chiaro quali divergenze politiche li distinguessero o li contrapponessero. Ma proprio la prevalenza dei conflitti personali sugli scontri politici ha permesso di salvare una continuità biografica in cui i gli elettori di sinistra sentivano un grande bisogni dopo l'amaro tramonto della "grande illusione". Gli ex giovani della Fgci, inoltre, hanno continuato a fare soprattutto il mestiere per loro più congeniale, quello dell'opposizione, cui erano stati formati dai loro padri comunisti. E anche in questo modo hanno interpretato un mondo di sinistra che voleva tenersi stretti miti e speranze a rischio di dissoluzione in caso di prolungato impatto con la realtà. Tutto ciò ha permesso di conservare anche il nucleo più importante dell'eredità comunista: quel senso di compattezza e di disciplina che scaturisce dall'intreccio inestricabile di inaccettabili radici vetero-leniniste e di un encomiabile patrimonio di serietà.

La singolare vicenda del gruppo dirigente ex comunista sopravvissuto a tutte le leggi (apparenti) della storia è a suo modo rivelatore di quella storia (vera) che non abbiamo il coraggio di guardare in faccia. Il più importante nucleo dell'opposizione a Berlusconi non è riuscito a rappresentare una valida alternativa al berlusconismo perché entrambi hanno interpretato la stessa fondamentale scelta politica: quella del non governo. Berlusconi lo ha fatto, rivestendo spesso i panni del premier ma nascondendo un sostanziale immobilismo dietro i fuochi d'artificio delle polemiche contro la magistratura e delle leggi ad personam, mentre i suoi oppositori ex comunisti lo facevano occupando prevalentemente i banchi dell'opposizione e nascondendo una sostanziale carenza di proposte forti dietro sobrietà e buon senso. 


COMMENTI
07/12/2013 - L'esame di coscienza (Iles Braghetto)

Belle domande?

 
07/12/2013 - Ma va? (luciano dario lupano)

Partito tradizionale? Si, dell'ipocrisia e della ferma protezione del parassitismo intriso di una illimitata invidia il cui unico scopo non è di proteggere e alleviare i poveri diavoli ma di annientare chi non lo è! Traditori!

 
07/12/2013 - Il mio "esame di coscienza"... (Giuseppe Crippa)

Non ho letto i libri citati dal prof. Giovagnoli e quindi non sono in grado di raccogliere proficuamente gli inviti alla riflessione proposti. Mi è nota però la storia personale di Cuperlo e di Civati da una parte (hanno percorsi di vita molto simili) e di Renzi dall’altra e non ho dubbi che soprattutto quest’ultimo sappia conciliare ricerca di consenso e capacità di governo. Cuperlo non raccoglie consenso se non tra i quadri di partito, Civati non ha esperienza di governo (non è mai stato né assessore né presidente di una amministrazione): se condividessi la carta dei valori del PD e pensassi che i due euro che vengono richiesti verrebbero ben spesi saprei per chi votare…