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Politica

PRODI & PRIMARIE/ Gozi (Pd): il voto del prof. contro la Consulta (e Cuperlo)

Secondo il deputato del Partito democratico SANDRO GOZI la decisione del Professore di votare domenica è motivata dalla sentenza della Consulta che mina il sistema maggioritario

Romano Prodi (Infophoto)Romano Prodi (Infophoto)

Romano Prodi, dopo aver fatto sapere che non avrebbe votato alle primarie per eleggere il nuovo segretario del partito che lui stesso ha fondato, domenica ci sarà: sarà in fila con i cittadini per votare il nuovo leader Pd. Sarà stata la situazione di incertezza causata alla sentenza della Consulta che ha tacciato di incostituzionalità di Porcellum a fargli cambiare idea? O le turbolenze del partito? Oppure è  stato tirato per la giacca da qualche “dem”? Da quanto trapela da ambienti vicini al Professore, il motivo sembra essere il senso di dovere e di affetto verso la sua creatura, di cui vuole rimanere padre nobile. Queste le sue parole: “In questa così drammatica situazione mi farebbe effetto non mettermi in coda con tanti altri cittadini desiderosi di cambiamento”. E prosegue: “I rischi aperti dalla recente sentenza della Corte  mi obbligano a ripensare a decisioni prese in precedenza. Le primarie del Pd assumono oggi un valore nuovo. Nella situazione che si è venuta a determinare è infatti necessario difendere a ogni costo il bipolarismo. Pur con tutti i suoi limiti, il Pd resta l’unico strumento della democrazia partecipata di cui tanto abbiamo bisogno”. Chi voterà non si sa, ma pare che Cuperlo non rientri nella sue grazie, essendo il candidato di punta di quell’apparato che lo ha liquidato in occasione del voto sulla presidenza della Repubblica. Per commentare la scelta di Romano Prodi e i suoi possibili effetti, abbiamo contattato l’onorevole Sandro Gozi, deputato Pd prodiano sostenitore di Matteo Renzi.


È arrivata a sorpresa la retromarcia di Prodi. Dopo aver annunciato che non avrebbe partecipato alle Primarie, il Professore fa sapere:
“voterò”.

Innanzitutto bisogna dire che non si tratta di una retromarcia. Mi spiego: da quando lui fece quella dichiarazione è successa una cosa molto importante: la sentenza della Corte costituzionale.

Che peso avrebbe avuto nel fargli cambiare idea?

La sentenza della Consulta sancisce un ritorno indietro di vent’anni, un tuffo nel passato e nel buio della Prima Repubblica in quanto apre la via a un possibile sistema elettorale proporzionale, andando contro a tutto il nostro lavoro e alla nostra lotta in quanto Partito democratico.

Dunque?

È evidente come oggi ci sia una battaglia che dà ha un senso nuovo alle Primarie e, in un certo senso, anche al Segretario che verrà eletto domenica.

Quale sarebbe?

L’impegno di tutte le forze del partito per una legge elettorale maggioritaria che migliori la democrazia dell’alternanza e quel sistema bipolare che è il vero potere di scelta dei cittadini insieme allo strumento dei collegi uninominali.


COMMENTI
07/12/2013 - foto nella notizia (Maria Elena Petrazzini)

Avete pubblicato una foto del Professore a lato della notizia in cui ride e appare come un pagliaccio, un clown... qualcuno superficiale ed inaffidabile… forse è stato meglio che la mancanza di voti non lo abbia portato alla presidenza della Repubblica… sarà anche una mia opinione, ma potevate scegliere una foto migliore… se volevate presentare una persona credibile.