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MATTEO RENZI/ Sapelli: i poteri forti hanno trovato il nuovo Berlusconi

È la prima volta nella storia mondale dei partiti in cui un segretario di partito viene eletto da iscritti e non iscritti. Un altro passo verso la fine della politica. GIULIO SAPELLI

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Mentre scrivo queste note si svolgono le primarie del Pd. Un fenomeno solo italiano. Voteranno per i tre candidati in corsa tutti coloro che vorranno, dopo aver versato una piccola somma. È la prima volta nella storia mondale dei partiti in cui un segretario di partito viene eletto da iscritti e non iscritti, financo da persone che non condividono le idee dei candidati. Ciò nonostante votano, certi di dare in questo modo un contributo alla visione che hanno della dislocazione delle forze politiche in campo a livello nazionale. 

È il voto non per qualcuno ma contro qualcun altro. Fenomeno che di solito accade nelle votazioni politiche, ma che non è mai avvenuto nella dinamica interna alla definizione delle cariche  di un partito. Altro primato italiano. 

Naturalmente questo fenomeno disvela qualcosa del rapporto tra istituzioni e macchina dei partiti. La scienza politica classica, ossia quella che inizia con Vilfredo Pareto e Gaetano Mosca e raggiunge poi i suoi vertici con i lavori di Roberto Michels e di Moisei Ostrogorsky, poneva al centro della delineazione del sistema e della società politica le macchine dei partiti. Per comprendere il funzionamento sia della partecipazione politica sia dei meccanismi decisionali, secondo questa scuola bisognava e bisogna partire dai partiti. La politologia che invece si è affermata dopo gli anni Cinquanta del Novecento, con poche eccezioni, tra cui ricordo il compianto Paolo Farneti, Theodor Lowy e Mauro Calise, pone invece al centro i sistemi elettorali. Sono questi ultimi a determinare la meccanica dei sistemi istituzionali e della stessa partecipazione politica. 

Aristotelicamente, per la politologia moderna, i partiti sono accidente e non sostanza. Che invece i partiti siano sostanza e non accidente lo dimostra quanto sta capitando in Italia. Il Pd è diventato il punto archetipale della vita istituzionale. Anche qui un primato italiano alla faccia di qualsivoglia Costituzione. Il presidente della Repubblica convoca il primo ministro Letta per prender visione della situazione creatasi con la scissione e la scomparsa di Forza Italia e Popolo delle Libertà. Il presidente della Repubblica avrebbe dovuto chiamare subito il primo ministro seguendo le pratiche istituzionali. Ciò non è stato fatto. Si è atteso che si disvelasse l'esito delle primarie del Pd. Questo non ha suscitato nessuno scandalo e soprattutto non lo ha suscitato nell'establishment, piccolo (come lo chiama Ludovico Festa) o grande che dir si voglia (come non lo chiama più nessuno perché l'establishment grande non è più). 

Il problema è proprio questo: si svolgono le primarie di un partito i cui candidati a segretario hanno piattaforme sostanzialmente o indistinte o sovrapponentesi oppure che si differenziano per differenti opinioni su segmenti specifici dell'agenda politica, oppure ancora per l'evocazione mitologica di un passato che alcuni vorrebbero conservare (Cuperlo) altri vorrebbero rinnovare senza rinnegarlo (Civati) altri ancora lo rinnegano decisamente e a esso sostituiscono la vulgata neoliberista in salsa moderata (Renzi)


COMMENTI
09/12/2013 - Primarie (Pierluigi Assogna)

L'articolo muove da un errore di logica: il voto alle primarie non può essere "contro" qualcuno ma è certamente "per" qualcuno. Infatti se l'elettore vuole proporre un candidato che sia contro una determinata visione del mondo avrebbe solo l'imbarazzo della scelta, specialmente se questa visione non è molto popolare. Se invece vuole favorire una precisa scelta converge su un candidato.

 
09/12/2013 - commento (francesco taddei)

l'unità d'italia è stata fatta con l'appoggio degli inglesi. il fascismo e l'antifascismo avevano gli stessi finanziatori. il pc e la dc oltre i rimborsi elettorali prendevano soldi dall'urss e dagli usa. dal '92 ad oggi qualsiasi soldo(oltre ai rimborsi) è ben accetto perchè il denaro non puzza. è da un bel po' che la politica si è piegata alla moneta. chi protegge il territorio da insostenibili squilibri nazionali o europei(lega) viene bollato come antidemocratico. articolo supponente.