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UNIONE DI FATTO/ Berlusconi-Beppe Grillo, i "segreti" della strana coppia

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Silvio Berlusconi (Infophoto)  Silvio Berlusconi (Infophoto)

Di fatto però il vero interlocutore di Berlusconi in questa fase non è Beppe Grillo, con cui la convergenza è tanto occasionale, quanto strumentale, bensì Matteo Renzi. Al vincitore netto delle primarie democratiche Berlusconi chiede e offre una sponda nel suo tentativo di prendere in mano le sorti della sinistra italiana: le elezioni a primavera sono una tentazione davvero forte per il sindaco di Firenze. Argomento forte per convincerlo la disponibilità a discutere una nuova legge elettorale che salvaguardi il bipolarismo, un valore tanto per Il Cavaliere, quanto per il sindaco. Bisognerà vedere se Renzi saprà (e vorrà) cogliere l'occasione per fare tabula rasa della vecchia classe dirigente della sinistra italiana. Un'operazione che contiene oggettivamente elementi di rischio, ma che necessariamente passa per le urne. E le dimensioni dell'affermazione di Renzi, oltre le attese della vigilia, hanno l'effetto di indebolire la posizione di Enrico Letta e fanno accrescere le azioni del partito delle elezioni anticipate.
La manovra a tenaglia di Berlusconi e Grillo, insieme alla rotonda vittoria di Renzi non possono che porre seri interrogativi anche al capo dello Stato, sin qui fermo nel fare argine al precipitare del quadro politico che lui stesso ha voluto e pazientemente costruito. C'è un po' di te po' da qui alla pubblicazione delle motivazioni della sentenza della Corte costituzionale sulla bocciatura del "Porcellum". In questo lasso di tempo Letta (e Napolitano) dovranno trovare un punto d'intesa con Renzi e disegnare un nuovo percorso per la legge elettorale e il governo. Se non ne saranno capaci, il duo Berlusconi-Grillo, la strana coppia che sta fuori dal parlamento, avrà la possibilità di prevalere.



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