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CL & POLITICA/ La lettera: la vera anti-ideologia? I valori non negoziabili

Pubblicazione:venerdì 1 febbraio 2013 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 13 febbraio 2013, 18.01

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Perciò dire che don Giussani non ha posto i valori come condizione per incontrare Cristo è un'altra sciocchezza totale: è come dire che non ha posto la respirazione polmonare come requisito necessario per la fede nello Spirito Santo; sono due cose distinte, che riguardano due piani diversi, ma egualmente necessari della vita umana.

Così la vita umana, personale e sociale, non è possibile senza i valori non negoziabili, cioè senza il rispetto della vita, della persona, della famiglia, etc; per questo sono indispensabili e indiscutibili per chiunque e immodificabili da qualsiasi ideologia.

Affermare che l'aborto non è una questione decisiva è un'altra affermazione gravissima e irresponsabile. Oggi il problema dell'aborto non è semplicemente quello dell'azione sconsiderata di qualche donna isolata o di qualche medico criminale: è un atto voluto dal Parlamento e dal popolo italiano, affermato coscientemente e ostinatamente con delle leggi difese strenuamente. E' dunque il più grave punto di corruzione dell'umano e di opposizione a Dio. Non riconoscere questo fatto, con il tragico carico di milioni di morti innocenti da esso continuamente provocato, è una cecità imperdonabile. Abrogare le leggi abortiste è il primo dovere per qualsiasi politico cristiano e non cristiano, prima di curare qualsiasi altro aspetto legislativo o amministrativo. Le leggi abortiste sono un cancro che distrugge le coscienze e le marchia indelebilmente, una cancrena che marchia tutto il resto e porta tutto l'organismo alla sua morte lenta e inesorabile. Prima ancora della morte dei figli è la morte delle coscienze che queste leggi provocano.

Se quella di Doninelli è la posizione di CL, allora la crisi di CL non è più quella poco rilevante delle incoerenze o fragilità personali di qualche suo membro, ma è la crisi tremenda di chi si distacca dalla verità. Questa crisi è la più temibile e la più devastante. CL non deve in alcun modo prendere questa strada, altrimenti il prezzo che dovrà pagare sarà altissimo. I suoi responsabili hanno il dovere di fare delle scelte inequivocabili, schierandosi senza compromessi con la verità e dichiarandola integralmente. La difesa dei valori non negoziabili deve perciò essere chiara e primaria davanti a tutti e deve essere il criterio fondamentale di ogni scelta elettorale.



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COMMENTI
01/02/2013 - Pavese e il consenso (paolo intino)

Manca qualcosa che non possiamo trovare nella politica: questo suggerisce l'esperienza di ogni giorno. Immaginiamo oggi, in questa campagna elettorale Pavese che ripropone la sua domanda: "Se nessuno ci ha promesso qualcosa perchè aspettiamo?" I politici promettono di tutto e di più, alla ricerca di un consenso che inevitabilmente "deve" ridurre il desiderio inscritto nella nostra carne e di cui dice Pavese. Allora non si tratta di contrappporre ideologia e valori non negoziabili, si tratta invece di non ridurre la portata di un desiderio e di essere protagonisti del proprio destino anche in politica. Anche questo è un valore non negoziabile. E cosa fare se un politico che promette una legge antiaborto, non amasse la libertà di educazione o la sussidiaretà? Lo voterei? Le scelte non si fanno sulla base delle promesse riduttive di un desiderio di vita, ma sul criterio della libertas ecclesiae, cioè del fatto che la politica non salva l'uomo.Da qui partirei per un primo confronto