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IL CASO/ Giovagnoli: il bipolarismo "alla Monti" rompe l'inciucio Pd-Pdl

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Credo sia singolare che avvenga ciò che lei ha detto, cioè che in qualche modo i due poli maggiori si “sintonizzino” sullo steso progetto. E’ davvero molto curioso, anche perché il Partito Democratico afferma di essere il grande avversario di Berlusconi e di tutto ciò che egli rappresenta, mentre il Cavaliere, a sua volta, ha fatto della lotta alla sinistra il caposaldo di tutta la sua strategia elettorale e politica.

Come si spiega ciò che sta accadendo quindi?

Ora che queste due forze, politicamente avverse, si trovano stranamente concordi nel difendere il fatto che l’avversario sia l’unico interlocutore possibile, credo sia una chiara espressione di una “patologia” che non porta niente di buono. Non c’è niente di omogeneo tra queste due forze politiche, se non la scelta di presidiare nello scontro il terreno politico.

Cosa dovrebbe avvenire invece secondo lei?

Credo sia importante che, al contrario, emergano altri poli e che si superi la logica di questo scontro, la stessa che ha di fatto immobilizzato l’Italia negli ultimi vent’anni. Non parliamo di partiti che possono alternarsi al governo, ma di chiari mondi contrapposti che faranno sempre il contrario di quanto proposto dall’avversario. Tutto questo impedisce innanzitutto un’autentica alternanza di governo, ma soprattutto spinge i due poli a porsi il problema di vincere le elezioni e molto meno quello di governare e attuare le riforme necessarie. E’ da questo punto di vista che la nascita di una forza come quella di Monti, che mette in primo piano il governo, le riforme e l’azione per affrontare i problemi italiani, costringe gli altri due poli a misurarsi più sul terreno delle scelte concrete e meno sulla contrapposizione ideologica e selvaggia.

Cosa di Monti fa più paura a Pd e Pdl, se di paura si tratta?

Monti ha posto il problema di un governo riformatore, capace cioè di affrontare i problemi dell’Italia di oggi, inevitabilmente legati al contesto internazionale, alla concorrenza che nasce dalla globalizzazione e da un rapporto sempre più stretto con l’Europa. Inoltre, con la sua iniziativa, evidenzia il fatto che la politica di riforme è incompatibile con la vittoria di uno degli altri due poli, perché il centrodestra e il centrosinistra, nella logica del bipolarismo, tendono ad accentuare solamente gli aspetti ideologici.

In che modo?

Bersani deve recuperare la “sua” sinistra, vale a dire Vendola, mentre Berlusconi deve vedersela con forze fortemente antieuropee come la Lega, quindi è chiaro che si tratta di grosse realtà elettorali ideologiche prive di ogni capacità di governo. Monti mette in discussione non solo i programmi di Pd e Pdl, ma anche il fatto che il sistema politico italiano debba basarsi su una contrapposizione bipolare.

L’azione di Pd e Pdl è destinata a fallire o c’è effettivamente la possibilità che Monti venga in qualche modo escluso da un rinnovato bipolarismo? 



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