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Politica

ELEZIONI 2013/ Sandro Ruotolo minacciato da attivisti di Casapound durante un comizio

CasaPound smentisce:"Si è trattato di una goliardica contestazione al "maleducato" Ruotolo". Il motivo del contendere? La non stretta di mano al candidato di CasaPound, Simone Di Stefano 

Sandro Ruotolo, candidato di Rivoluzione CivileSandro Ruotolo, candidato di Rivoluzione Civile

Doveva essere un comizio elettorale come tanti altri quello a Civita Castellana in provincia di Viterbo, per Sandro Ruotolo, candidato di Rivoluzione Civile alla presidenza della Regione Lazio. E invece le cose sono andate diversamente. Un gruppo di giovani, militanti di Casapound dal volto semi coperto lunedì mattina hanno fatto irruzione nella sala Bruno Buozzi, armati di fumogeni, insultando e minacciando il giornalista. "Una bruttissima esperienza – ha raccontato a Corriere.it –, sono volate le sedie, hanno acceso un fumogeno all'ingresso dell'edificio poi sono fuggiti. Ci hanno impedito con le trombe di proseguire". È arrivata la secca smentita di CasaPound:"Solo una goliardica contestazione al "maleducato" e antidemocratico Ruotolo". Il responsabile locale e candidato al Consiglio regionale del Lazio, Alberto Mereu ha aggiunto:"I militanti hanno fatto pacificamente irruzione nella sala, srotolando uno striscione con su scritto "Ruotolo maleducato" per stigmatizzare il gesto del candidato che non ha voluto stringere la mano al candidato di CasaPound Simone Di Stefano spiegando di essere 'orgogliosamente antifascista". "Evidentemente non tutti sono stati fortunati come noi che abbiamo potuto ricevere un'educazione adeguata - afferma - Perciò ci siamo sentiti in dovere di riprendere Ruotolo, che alla tenera età di 58 anni non ha ancora imparato a relazionarsi con i suoi avversari politici".
Dal canto suo, però, Ruotolo spiega il suo rifiuto di stringere la mano a Di Stefano:"l'ho fatto per solidarietà a Nichi Vendola che dai candidati di Casapound viene insultato e offeso per la sua omosessualità". E rincara la dose:"Questa è la risposta di Casapound, intollerante e fascista, alla mia doverosa e pacifica presa di posizione pubblica contro l'omofobia e il razzismo". A parte l'increscioso episodio, il candidato di Rivoluzione Civile non si è lasciato intimidire dall'accaduto:"Ora sono in macchina, scortato da un'auto dei carabinieri che mi accompagneranno durante i miei appuntamenti nel viterbese". E ha aggiunto:"Spero che gli aggressori vengano riconosciuti al più presto. I rappresentanti locali di Rivoluzione civile mi hanno detto che erano facce conosciute nei paraggi".