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Politica

ELEZIONI/ Chi crede alla "favola" del voto utile?

La vera "favola", spiega LUCIO GAROFALO, intesa nel senso di chimera, è esattamente quella di chi si illude di poter cambiare lo stato di cose presenti attraverso il voto. 

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

Caro direttore, c'era una volta un principe azzurro, era un tipo affascinante ma un po’ spocchioso, che non si degnava mai di partecipare alla vita del popolo, di scendere dal castello dorato in cui risiedeva per mescolarsi in mezzo ai sudditi. Egli preferiva il lusso, la sontuosa vita di corte, i ricevimenti solenni, le feste con le tavole ricche e imbandite di cibi succulenti, i pranzi luculliani, i divertimenti e i balli in compagnia di dame eleganti, avvenenti e condiscendenti, e via discorrendo. Ebbene, tutti abbiamo letto la fiaba dei fratelli Grimm da piccoli, per cui sappiamo come è andata a finire: il principe azzurro baciò la bellissima Biancaneve, apparentemente morta, distesa in una bara di cristallo nascosta nella foresta dai sette nani, lei si risvegliò, poi si sposarono e vissero felici e contenti.

Ora, uscendo fuor di metafora, si sa che la vita reale non è esattamente una favola e che la realtà non è certo di origine onirica. Ma la vera favola, purtroppo, intesa nel senso di chimera, è esattamente quella di chi si illude di poter cambiare lo stato di cose presenti attraverso il voto. C’è una cricca di politici corrotti da mandare a casa? E’ vero.

Ma pensiamo di poterlo farlo con l’esercizio del voto? Delegando qualcuno a salire in Parlamento, nel “castello dorato”, nel favoloso regno della Casta a fare “piazza pulita”? Io temo che chiunque dovesse ricevere un simile mandato finirà (inevitabilmente) per cedere alle lusinghe del potere e della ricchezza, come d’altronde si è verificato finora.

O credete davvero che qualcuno sia riuscito a difendere e a conservare a lungo, con tenacia e coerenza, le proprie posizioni “dure e pure”, come una “pecorella tra i lupi”? Beato chi ci crede! Ma se costoro, in gran parte (non proprio tutti, è vero, ma serve il lanternino per scoprire le eccezioni) non sanno nemmeno cosa significhi guadagnarsi da vivere con un lavoro vero, faticoso ma dignitoso. Sono tutti milionari (anzi, quasi tutti, i distinguo sono opportuni e doverosi, ancorché difficili), senza dubbio sono privilegiati.

Pertanto, cosa volete che sappiano della gente in carne ed ossa che lavora e soffre. Ormai questi privilegiati formano una casta autoreferenziale che è soggetta e devota ad un’altra casta, molto più potente, corrotta e parassitaria: l’alta finanza internazionale. Questo mondo privilegiato e parassitario è, metaforicamente parlando, un po’ come il “castello dorato” nella fiaba di Biancaneve. Invece, il “popolo bue” come se la passa?


COMMENTI
11/02/2013 - Delusione (Giuseppe Crippa)

Ho iniziato a leggere questa lettera incuriosito dal titolo, di certa attualità in Lombardia e nel Lazio, che parlava di “voto utile”. Ma è stata una delusione: l’esegesi della fiaba dei fratelli Grimm è partita dalla disillusione circa la possibilità di “cambiare la casta” votando persone provenienti dalla società civile, giudicate inevitabilmente assimilabili ai politici che già abbiamo (immagino però che l’allusione a “pecorella” e “lupi” sia del tutto involontaria) per finire con un attacco ad Equitalia, in singolare coincidenza con le parole del Cavaliere di ieri, e al capitale finanziario, sostenendo che i debiti – verso lo Stato o verso chi ti ha prestato soldi – si possano tranquillamente non pagare. Caro Garofalo, se quando la realtà è dura si preferisce credere alle favole, ci si ritroverà presto in una realtà ancora più dura.