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ELEZIONI 2013/ Gad Lerner: Grillo non è il Bossi del '92

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Dubito che Grillo si piazzi nel Transatlantico di Montecitorio in pianta stabile. Certamente, soprattutto nelle prime sedute del Parlamento, vedremo qualche scorribanda o iniziativa spettacolare, ma sono dell’idea che i nuovi deputati e senatori del M5S, una volta stabilito di non voler appoggiare nessuna maggioranza di governo e dopo aver tentato qualche spallata per ridurre al minimo i tempi di questa legislatura, saranno pronti ad affrontare di volta in volta i singoli provvedimenti, come hanno già dimostrato in Sicilia. Sono quindi abbastanza fiducioso del fatto che, di fronte a leggi anticorruzione, riforme degli ammortizzatori sociali e altri interventi di giustizia fiscale, gli attivisti parlamentari del Movimento 5 Stelle potranno dare un contributo decisamente positivo.

Crede però che il M5S potrà rivelarsi una formazione compatta in Parlamento?

Non credo che assisteremo a una definita compattezza ideologica, ma credo anche che questo sia un bene. Sono dell’idea che tra i grillini vi siano culture e storie personali prevalentemente di sinistra e che, di fronte a buone politiche, non si tirerebbero di certo indietro.

Ma in questa assenza di compattezza non potrebbero venire a crearsi delle frizioni interne?

Questo è quasi sicuro. Come già vi sono state delle divisioni nella fase precedente alla campagna elettorale, ne vedremo altre anche in futuro. Credo però che neanche Grillo e Casaleggio abbiano immaginato di aver creato un "monolite", tanto che hanno sempre negato di possedere un progetto di partito.

Quindi?

Quindi è logico pensare che il M5S avrà una sua forte dialettica interna. Anche in base al rispetto delle regole costituzionali, secondo cui il parlamentare è un rappresentante del popolo senza vincolo di mandato, perché i deputati e senatori dovrebbero obbedire a tutto ciò che Grillo dice da Genova? Ammesso e non concesso, inoltre, che dopo il "boom" che senza dubbio farà alle elezioni, Grillo abbia ancora voglia di fare quotidianamente politica come sta facendo oggi.

 

(Claudio Perlini)

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