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ELEZIONI 2013/ Gad Lerner: Grillo non è il Bossi del '92

Pubblicazione:mercoledì 13 febbraio 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Gli ultimi sondaggi, superate le tensioni interne e le varie "epurazioni", danno oggi il Movimento 5 Stelle al 14,3%, quasi un punto in più rispetto alla precedente rilevazione, confermandolo il partito più popolare tra i giovani. Lo “tsunami tour” di Beppe Grillo va avanti, riempie le piazze e spaventa gli avversari politici che, da Berlusconi a Monti, concentrano buona parte della propria campagna elettorale proprio contro l’ex comico genovese. “Grillo sottrae voti alla parte costruttiva a chi propone soluzioni”, afferma il Cavaliere. “Grillo è un simpatico comico, ma è devastante per la politica italiana”, sottolinea il premier. Sarà anche così, ma sembra ormai altrettanto vero che il fatidico “boom” del Movimento 5 Stelle, in parte già avvenuto, nel corso delle prossime elezioni raggiungerà con il proprio fragore anche le orecchie dei più scettici. Ne è convinto anche Gad Lerner, a cui IlSussidiario.net ha chiesto come si comporteranno in Parlamento i deputati e senatori M5S “una volta passata l’orgia dei festeggiamenti”, come ha scritto proprio il giornalista e conduttore de “L’Infedele” sul proprio blog.

Lerner, a cosa crede sia dovuto il successo di Grillo?

Beppe Grillo è senza dubbio un grande uomo di spettacolo che, come tale, sa perfettamente dosare presenze e assenze. La sua scelta di lasciare la televisione, per esempio, ha indubbiamente creato una grande attesa in quel pubblico televisivo che con lui ha sempre avuto grande familiarità.

Cosa ha prodotto questa attesa dopo la discesa in politica?

Ha fatto sì che tutte le volte in cui una trasmissione si collega in diretta con la piazza in cui Grillo sta tenendo un comizio, immediatamente gli ascolti aumentano, quasi come se le emittenti “scroccassero” a Grillo spezzoni del suo spettacolo. L’ex comico, per altro, può sia fingersene infastidito e, allo stesso tempo, compiacersi dei vantaggi propagandistici che gliene derivano. Lui resta l’uomo antisistema, acerrimo nemico del conformismo televisivo, ma allo stesso tempo ne gode. E’ da questo punto di vista che si vede la sua grande abilità ed esperienza nel manipolare i media prendendoli per la gola.

Come crede sarà il Movimento 5 Stelle dopo essere entrato in Parlamento?

Credo si debba avere grande rispetto per tutti i militanti che si sono candidati e mi rifiuto di pensare che siano tutti dei burattini al servizio del loro capo politico. In questo vedo una netta differenza rispetto ai deputati e senatori neofiti della Lega Nord del 1992.

Come mai?

A quel tempo entrarono in Parlamento parecchie decine di leghisti, ma lo fecero “irreggimentati” da una disciplina di partito rigidissima e guidati da un leader, Umberto Bossi, che a sua volta era presente con grande costanza nel Parlamento stesso.

Quali sono quindi le differenze con Grillo?


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