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Politica

PATTO MONTI-BERSANI/ Sardo (l’Unità): ecco "l'agenda" contro Grillo e Berlusconi

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Quel che è certo è che otterrà risultati decisamente superiori alle aspettative. Resta da capire non solo quanti voti prenderà effettivamente, ma anche come si comporterà il nuovo gruppo parlamentare. Sappiamo che Grillo ha puntato sulla costruzione di un gruppo costituito da personalità anonime, facilmente telecomandabili. Non sappiamo come si comporteranno rispetto ai provvedimenti del governo e della maggioranza. Potrebbero mirare ad emendarli o all’ostruzionismo nudo e duro, potrebbero approvare le norme che andranno loro a genio o votare sempre contro, a prescindere.

I grillini influenzeranno l’elezione del capo dello Stato?

Sì, se chi vincerà le politiche non avrà, fin da subito, una chiara strategia istituzionale.

Cosa intende?

Il centrosinistra, che probabilmente vincerà le elezioni, dovrà cercare di mettere al sicuro i capisaldi politici e istituzionali della legislatura. Cercando di costruire un’intesa con il centro che escluda sia Grillo che Berlusconi rispetto alla possibilità di incidere su quelle scelte che, a questo punto, saranno preliminari rispetto ai prossimi 5 anni.

Quale potrebbe essere il contenuto di un patto del genere?

Si dovrà trovare un accordo, anzitutto, sui presidenti della Repubblica, della Camera e del Senato. Occorrerà, inoltre, un impegno per riformare la legge elettorale (fin da subito, quando non è noto a chi potrebbe convenire alle prossime elezioni), il Titolo V e l’architettura dello Stato in merito, ad esempio, ai poteri del premier, al numero dei parlamentari e al sistema bicamerale. Questa agenda istituzionale, benché non rappresenti necessariamente il preludio ad un accordo di governo, sortirebbe effetti profondi anche in seno alle altre formazioni.

Quali?

Nel Pdl si riaprirebbe necessariamente quel processo di democratizzazione interrotto, mentre i grillini non avrebbero più alibi: di fronte ad un calendario di riforme ben precise non potrebbero, di certo, limitarsi all’ostruzionismo fine a se stesso in nome dell’antipolitica.

Al di là del patto istituzionale, non crede che il centrosinistra, se  al Senato non disporrà della maggioranza, sarà costretto ad allearsi con il centro anche per la costituzione dell’esecutivo?

Un accordo vero e proprio di governo è tutt'altro che da escludersi, ma richiede una serie di fattori per nulla scontati; attualmente, non è possibile prevedere se si determineranno le condizioni affinché possa concludersi. Sta di fatto che l’l’intesa sulle cariche e sulle riforme istituzionali è ineludibile a prescindere dal patto per indicare il prossimo esecutivo.

 

(Paolo Nessi

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