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PATTO MONTI-BERSANI/ Sardo (l’Unità): ecco "l'agenda" contro Grillo e Berlusconi

Pubblicazione:mercoledì 13 febbraio 2013

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Normalmente, quando si decide che è giunto il tempo di agitare lo spettro del fascismo brandendolo come un arma contro l'avversario, significa che ci si trova in difficoltà. Ai tempi lo fece Bersani. Diede a Grillo del “fasssista”. Ieri è toccato al premier. Che, ineditamente, ha mostrato apertamente di ritenere il capo dell’M5S un serio problema per la democrazia, non estinguibile semplicemente ignorandolo: «Grillo, per una volta, vada in una piazza greca anziché nelle piazze italiane e vedrà la disperazione, la protesta e anche piazze piene di neofascisti. Se lui vuole con le sue urla e il suo populismo dannoso trasformarci nella Grecia faccia pure», ha dichiarato. Sobriamente, e con una circonlocuzione delle sue, ha pur sempre detto, in sostanza, che il comico genovese è più pericoloso di Mussolini. Ben altri toni intercorrono tra il professore della Bocconi e il leader del Pd. Il primo ci ha tenuto a precisare che tra di loro non c’è mai stato alcun «litigio», solamente «osservazioni e punti di vista leciti, da una pare e dell’altra». Il secondo si è spinto a dichiarare: «Monti lo stimo, ma lui guarda sempre dall’altro ed è un po’ permaloso». Non si è mai visto due rivali politici scambiarsi carinerie di questo genere. Claudio Sardo, direttore dell’Unità, ci spiega quali scenari si stanno delineando.

Crede che il premier tema che Grillo potrebbe sfondare? 

Diciamo che Monti aveva immaginato, decidendo di partecipare alla competizione elettorale, di avere un certo potenziale la parte del centrosinistra più vicina all’operato del governo e la parte del centrodestra che aveva compreso come la deriva populista del Pdl fosse inarrestabile, tanto più dopo che Berlusconi aveva deciso di interrompere il processo di democrazie interna e di rinsaldare l’asse con la Lega. Il premier si era, inoltre, convinto di poter recuperare, attraverso la filosofia dei tecnici al governo, quei cittadini affascinati dall’antipolitica contro i partiti, il cui orientamento di voto è stato sin qui intercettato da Grillo. Ma ha capito che la campagna elettorale è più dura del previsto. Ora sta cercando di aggredire tutti e tre i suddetti bacini elettorali. Con il Pd e con il Pdl ha sviluppato a suo tempo le polemiche e, ora, affronta apertamente Grillo.

L'M5S potrebbe diventare il quarto o il terzo partito?


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