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Politica

MONTI/ E' una nuova Tangentopoli, ho ereditato il governo da dei cialtroni

Il capo del governo critica quanto detto da Silvio Berlusconi a proposito del fatto che le tangenti sarebbero ineluttabili e lancia l'allarme tangentopoli

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

E' un Mario Monti che non si trattiene, fortemente amareggiato dal clima degli ultimi giorni dove sembra di assistere all'arresto di un manager aziendale dopo l'altro. Il caso più eclatante è ovviamente quello dell'amministratore delegato di Finmeccanica, accusato di corruzione internazionale per la vendita di dodici elicotteri Agusta al governo indiano, ma non è il solo. E' una nuova Tangentopoli ha detto Monti parlando al programma Agorà di Rai Tre: "L'evidenza è molto simile ma la speranza è minore. Nel '92-93 c'era quella che veniva percepita come un'azione liberatoria: si pensava che l'azione della magistratura e la coscienza dei cittadini avrebbero portato alla fine del fenomeno". Ha poi aggiunto che se "l'azione della magistratura è andata avanti, la coscienza degli italiani e soprattutto politici si è molto seduta e siamo qui di nuovo". Di fronte a un Silvio Berlusconi che ieri parlava di moralismo sulla questione delle tangenti e che esse almeno in campo internazionale sono inevitabili, Monti ha lamentato come il precedente governo, proprio quello di Berlusconi non abbia fatto nulla di corretto a livello internazionale per combattere la corruzione e che lui stesso ha fatto molta fatica a far approvare una legge anti corruzione proprio per la resistenza del Pdl. "L'Italia è un paese importante, è un paese del G8, e certo può anche cadere nel ridicolo come è accaduto per l'atteggiamento ridicolo tenuto da qualcuno in passato" ha detto. Lasciandosi andare a un commento pieno di amarezza: "Sono molto più ferito quando dei cialtroni dicono di aver lasciato l'Italia in buone condizioni nel 2011 e che io l'avrei portata sul baratro, che non inorgoglito quando ricevo i complimenti di Obama". Nonostante questo, ha aggiunto, se Berlusconi si togliesse di torno lasciando il passo ad Alfano, ci sarebbero delle condizioni seppur piccole per una collaborazione con il centrodestra: "la redenzione è possibile per tutti". E a proposito del fatto che le tangenti sarebbero qualcosa di ineluttabile come detto dal Cavaliere, ebbene lo rifiuto, ha affermato.