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NAPOLITANO/ Franchi: ecco perché Mps preoccupa così tanto il Quirinale

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Giorgio Napolitano (InfoPhoto)  Giorgio Napolitano (InfoPhoto)

Perché Bankitalia?

Attacchi a Bankitalia già in passato ne abbiamo visti tanti, molti dei quali non proprio sensati. E' una di quelle istituzioni fondamentali. Una cosa è attaccarla, un'altra è invece dire: apriamo una riflessione sulle forme e l'efficacia di come si fa vigilianza.

 

Tornando sui doveri istituzionali del Presidente della Repubblica, bisogna forse ricordare che siamo in piena campagna elettorale. C'è il rischio che le sue parole possano influenzare gli elettori?

Per quanto riguarda Montepaschi siamo in un momento di passaggio. Io ho l'impressione che sia una cosa di natura sistemica, non un episodio fra i tanti, e riguarda tanti aspetti: non ultimo il fatto che quel signore che fino a ieri faceva il garante di tutto ciò, e mi riferisco a Mario Monti, ora è salito in politica. Tutto lo scenario è in movimento. Tener salva la credibilità delle istituzioni fondamentali in un momento in cui tutto scoppietta, credo tocchi farlo proprio al Capo dello Stato.

 

Napolitano ha fatto anche un severo richiamo alla stampa, ai giornalisti, chiedendo loro di evitare gli aspetti negativi della faccenda e possibili cortocircuiti tra stampa e giustizia.

Già nei giorni scorsi Napolitano aveva detto qualcosa di questo tipo. Io credo che nel mondo ideale compito della stampa è cercare la verità o il massimo di verità possibile e poi scriverla. Napolitano dicendo ciò che ha detto non ha certo voluto mettere dei limiti alla stampa. Il suo è un richiamo alla permanente pericolosità tanto più grave quando si è in una situazione politicamente ed economicamente così precaria come quella che stiamo vivendo. E' un richiamo al rischio che quando scatta quello che una volta si definiva circolo mediatico giudiziario, tritacarne infernale e via dicendo, molto spesso la stampa non si avvicina di molto alla verità.

 

C'è un rischio evidente in questo tipo di situazioni.

Infatti: buttiamo olio e legna sul fuoco non necessariamente con riprorevoli intenti, ma perché così ci viene da ricostruire la realtà. Quindi quello del Capo dello Stato non è un appello alla libera stampa perché non svolga il proprio compito, ma perché lo eserciti con senso di responsabilità. 



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