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NAPOLITANO/ Franchi: ecco perché Mps preoccupa così tanto il Quirinale

Pubblicazione:sabato 2 febbraio 2013 - Ultimo aggiornamento:sabato 2 febbraio 2013, 17.01

Giorgio Napolitano (InfoPhoto) Giorgio Napolitano (InfoPhoto)

Non siamo nella stessa situazione di quando cadde il governo Berlusconi, nel 2011, ma siamo in un momento per certi versi simile e altrettanto difficile: così Paolo Franchi commenta gli interventi del Capo dello Stato, numerosi in questi giorni, sul caso Monte dei Paschi. "Non è certamente felice di doverlo fare, soprattutto in piena campagna elettorale" aggiunge Franchi "ma sente di doverlo fare a rischio di essere giudicato fuori dalle sue specifiche competenze". Il motivo? Difendere la credibilità internazionale delle istituzioni fondamentali come è ad esempio Bankitalia in uno scenario internazionale dove, dice Franchi, in molto non vogliono bene all'Italia: "Certa stampa tedesca e certi ambienti radicali della Bundesbank hanno già cominciato ad attaccare Mario Draghi". Napolitano è intervenuto infatti proprio a difesa di Bankitalia, attaccata anche duramente per la sua presunta mancanza di vigilanza, così come ha chiesto esplicitamente alla stampa di evitare "un cortocircuito tra stampa e giustizia". Per Franchi, "le cose che dice Napolitano sono legate all'esigenza di mantenere un minimo di garanzia della stabilità del quadro generale in un momento politicamente ed economicamente molto difficile".

 

Come giudica l'operato del Capo dello Stato in questo momento così delicato, tra crisi bancaria e campagna elettorale in corso?

C'è un doppio problema. Il primo è che c'è  sicuramente l'esigenza di fare il più rapidamente e il meglio possibile chiarezza e accertare le responsabilità penali, e non solo, per quello che riguarda la vicenda Monte dei Paschi. Ad esempio accertare se ci sono e dove sono annidiate fuori del Monte dei Paschi le responsabilità di chi, potendo impedire quanto è successo, non lo ha fatto. 

 

Il secondo problema invece quale è?

E' la tenuta non tanto di Mps, anche quello certamente, ma della credibilità del sistema bancario italiano e della credibilità internazionale in Europa e nel mondo del sistema Italia. Per quanto sicuramente il sistema della vigilanza sul sistema bancario vada affrontato e rivisto, mi pare evidente che Bankitalia è un aspetto cruciale del discorso.

 

Napolitano dunque impegnato a salvaguardare la nostra credibilità? Non ritiene stia intervenendo al limite dei suoi doveri istituzionali?

Posso capire che l'impressione sia questa, che questi suoi interventi appaiano irrituali, però faccio presente che già nel novembre 2011, quando cadde il governo Berlusconi, toccò al Capo dello Stato prendere una posizione forse irrituale anche quella volta. Ma ci eravamo trovati in una situazione nella quale l'unico punto di riferimento accreditato in Italia era Napolitano. Questo è un dato di fatto.

 

Siamo di nuovo nella stessa situazione di allora?

No, però alcune cose negative sul piano internazionale cominciamo già a vederle. Pensiamo ad esempio che Draghi comincia a ricevere critiche anche legate a questa sua ipotetica presenza nella vicenda Monte Paschi: lo scrive la stampa tedesca e lo dicono i settori più radicali della Bundesbank. Dobbiamo stare attenti: per recuperare un minimo di credibilità internazionale abbiamo dovuto passare tutto quello che sappiamo. Riperderla è molto più semplice che accumularla.


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