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MONTI/ Sì a un Napolitano bis, ma anche Emma Bonino può andare al Quirinale

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E poi una domanda, mentre era ospite a Radio Anch’io, sulla sua partecipazione ad una grande coalizione qualora dalle urne non uscisse la maggioranza netta: “Difficile dirlo a priori. Come Scelta civica vorremmo governare con coloro che pur avendo orientamenti diversi su altri temi fossero però d'accordo nell' impegnarsi a fondo per aggredire tutte quelle barriere che impediscono all'economia italiana di diventare più dinamica e quindi più equa”. Ha anche specificato che “la grande coalizione è qualcosa che in fondo è stato in corso in Italia negli ultimi 14 mesi. Credo che sia necessaria quando si identificano obiettivi molto difficili da raggiungere, come un'emergenza finanziaria pesantissima. Altri casi potrebbero essere quelli in cui si decidesse di risolvere davvero il problema del lavoro, specie per tanti giovani. Ci vorrebbe uno stato d'animo adatto, bisognerebbe dare più importanza ai problemi e meno agli interessi della propria parte politica”.

Tornando, invece, ai nomi che compongono la sua lista civica, il professore ha sottolineato che: “Con Casini e Fini ci vediamo poco, ci sentiamo spesso. Pranzi ormai roba del passato. Sui contenuti assolutamente sulla stessa linea. Va tutto benissimo”. E ha aggiunto: “Non saranno nuovi nomi ma sono quelli che hanno individuato prima di tutti i grossi limiti del bipolarismo italiano conflittuale”. Un’ultima battuta dedicata alla decisione di scendere nel campo della politica: “Era una scelta non nel mio interesse personale: lo sapevo allora e lo so ora. Sono ancora più convinto di prima che la politica sia un luogo alto”.

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