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Politica

MONTI/ Sì a un Napolitano bis, ma anche Emma Bonino può andare al Quirinale

A pochi giorni dalle elezioni Mario Monti apre alla grande coalizione, che a detta sua, c'è già stata in questi 14 mesi. Su Grillo:"Riempie le piazze ma non escono delle proposte concrete" 

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“Emma Bonino sarebbe una candidata molto buona al Quirinale”. A dirlo ai microfoni di Radio Anch’io era stato il presidente del Consiglio Mario Monti, salvo poi riassestare il tiro a Repubblica.it che chiedeva una conferma: “Io un candidato ce l’ho: non è donna e conosce bene quel palazzo dove ha esercitato l'altissima funzione di presidente ed è Giorgio Napolitano. Ne voterei la riconferma con vera gioia”. Dalle frequenze di Radio Anch’io il professore aveva parlato a lungo del prossimo presidente della Repubblica, aggiungendo di non aver la minima intenzione di occupare quel ruolo: “In questa materia l’autovalutazione non è buon esercizio. Certo, non credo di aver fatto tutto il possibile per ingraziarmi quelli che parteciperanno all’elezione...”.

Monti ha svelato anche alcuni retroscena: “Non mi è stato proposto, tuttavia personalità molto autorevoli della politica nei ragionamenti con me valutavano questa ipotesi. Più d'uno”. E ha aggiunto: “Mi dicono che se io me ne stessi tranquillo sarei tra i più accreditati a diventare Presidente della Repubblica. Ho fatto una grande rinuncia e non ho idea se ci siano ancora delle possibilità”. Poi Mario Monti ha parlato dei suoi rivali e dei possibili scenari post elezione. A chi gli ha chiesto un parere su Grillo ha risposto: “È difficile governare con Grillo, ma è difficile governare senza i suoi elettori”.

Secondo Monti, che risponde a una domanda del direttore del Gr Rai Antonio Preziosi, “quello delle piazze è un importantissimo serbatoio che Grillo riempie anche con funzione utile di segnalazione di rabbia e insoddisfazione per la politica tradizionale; ma è una protesta da cui è difficile vedere emergere una proposta. Grillo potrebbe essere un ministro tecnico, i suoi candidati non so valutare che tipo di approccio di governo possano avere ma la forza di Grillo sono gli elettori che lo voterebbero”.

Sui diretti avversari, Berlusconi e Bersani, il professore ha detto: “Il primo ha fatto tante promesse che dice di aver mantenuto, ma gli italiani sanno che non è così, mentre Bersani credo che possa governare molto bene, ma al di là dei ministeri che ha retto in passato, anche lui non è comprovato e dovrà essere comprovato come presidente del Consiglio”. Immediata la precisazione a Repubblica Tv: “Non si tratta di una dichiarazione di alleanza né di dialogo in vista di alleanza. Non c'é nessun dialogo in corso. Né endorsement o benedizioni di cui Bersani non ha bisogno da parte mia”.