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OSCAR GIANNINO/ Il Mago Zurlì: falso, non ha mai partecipato allo Zecchino d'Oro

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Continuano a cadere tegole addosso a Oscar Giannino. Dopo il caso del master all'università di Chicago e un paio di lauree in dubbio sembra mai ottenute veramente, caso che lo ha costretto a dare le dimissioni dal partito da lui stesso fondato, adesso ci si mette anche il Mago Zurlì. Il famoso Cino Tortorella infatti, che si presentava come Mago Zurlì ai tempi dello Zecchino d'Oro degli anni sessanta, smentisce che, come invece aveva detto una volta Giannino, il politico abbia mai partecipato al concorso canoro per bambini. Tortorella dice di aver controllato tutti gli annari dell'epoca, dal 1961 in poi, e in essi non compare nessun bambino con il nome di Oscar Giannino e ovviamente non era possibile partecipare con nome falso. "Questa manifestazione è una cosa seria, non un giochetto da laureati" sottolinea l'ex conduttore televisivo. In realtà lo stesso Cino Tortorella spiega che ci fu un caso di una concorrente di cui non venne mai dato pubblicamente il cognome, ma solo il nome, ma perché era la figlia di Ugo Tognazzi e così facendo non la si voleva favorire in alcun modo. "Ma se uno avesse verificato avrebbe scoperto facilmente chi era. A quanto mi risulta Giannino non ha partecipato allo Zecchino D’Oro" ha spiegato. A questo punto ci si domanda se dovesse ancora venir scoperto qualche altro scheletro nell'armadio del politico e giornalista, mentre l'Italia si divide tra chi dice che in fondo le sue bugie sono cose da poco conto in confronto ad altre menzogne ben più serie di certi politici, e chi invece sottolinea la gravità del suo comportamento. Esprime simpatia per lui ad esempio Mario Monti, che ha detto come essa dopo questo caso sia aumentata: "mi auguro che questa disavventura, che pure non prendo troppo alla leggera, non gli porti via dei voti”. Per Maroni invece Giannino è solo un ciasciaball”, cacciaballe. La storia della partecipazione di Oscar Giannino allo Zecchino d'oro venne tirata fuori dallo stesso Giannino in un suo articolo scritto nel 2009 su Il foglio dove sosteneva che il concorso per bambini non doveva chiudere. "Sì, c’ero anch’io. Ho cantato anch’io allo Zecchino d’Oro, in un’epoca in cui quel programma era un punto di riferimento assoluto per chi era bambino in quei primi anni del boom. Era una passione straordinaria, che accomunava tutti attorno al vestitino da mago di Cino Tortorella, a Mariele Ventre e al passerotto dal fiocco rosso” aveva scritto. 


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