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OSCAR GIANNINO/ Valgono più due buone idee di una laurea e un master

Pubblicazione:giovedì 21 febbraio 2013 - Ultimo aggiornamento:giovedì 21 febbraio 2013, 9.52

Oscar Giannino (Infophoto) Oscar Giannino (Infophoto)

Nel presente ne detengono le chiavi i professori prestigiosi delle business schools. A noi è dato solo di sperare che lo gestiscano con prudenza e continuare ad accettare la nostra intrinseca ignoranza. Tuttavia, questo mondo, che è il nostro, è stato deliberatamente riscritto in un linguaggio cifrato che lo ha rinchiuso in una roccaforte pressoché inespugnabile. Sono i nostri soldi, i nostri beni, i nostri prodotti, i nostri risparmi, il futuro dei nostri figli a essere sul piatto. Tutte cose nostre, quotidiane, perfettamente intelligibili. Abbiamo però lasciato che un muro di oscurità e tecnicismi venisse eretto tra noi e ciò che ci appartiene.

I demiurghi delle business school ci chiedono di restarne fuori e di essere fiduciosi, perché loro hanno le chiavi per oltrepassare il muro e gestire in nostro nome il modo umano nel quale si giocano i nostri destini terreni. E chi gliel’ha chiesto? È un privilegio che si sono abilmente auto-attribuiti. Dai politici che, invece, dovrebbero rappresentare noi, con i nostri voti, desidererei una decisa richiesta di abbattere il muro, di ritradurre nel linguaggio umano i linguaggi disumani che insegnano nei master delle business schools. Occorre, in sintesi, reclamare il mondo umano che è attualmente in ostaggio, si badi bene, non di persone in quanto tali ma di sustruzioni teoriche, tecniche e linguistiche che ne occludono e sfigurano la vera natura. Questo mi pare più urgente che reclamare masters che non si possiedono.

In conclusione, sebbene continuerò a seguire con interesse e simpatia gli sviluppi di Fare per Fermare il Declino, ritengo che sia ora più urgente riflettere sulle vere, profonde radici psicologiche e culturali che stanno dietro alla debolezza di Oscar Giannino e che riguardano tutti noi. Limitarsi a registrare l’incoerenza e la vanità di un altro significherebbe perdere una (altra) occasione.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
21/02/2013 - Peccato solo per il titolo (Marco Salvioni)

che non c'entra nulla (o poco nulla) per l'articolo.