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Politica

ADRIANO CELENTANO/ La lettera al Fatto Quotidiano: votiamo per Grillo e Ambrosoli

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"La Lombardia è il grande punto di riferimento per tutta l'Italia. E Ambrosoli è l'uomo giusto. Per come parla, per come ride e per come guarda. Io mi fido di lui e con lui mi piacerebbe intrattenermi in una conversazione interessante su quella che sarà la grande Prateria Lombarda”, conclude.

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COMMENTI
22/02/2013 - TRISTEZZA! (Gianni MEREGHETTI)

Che tristezza! Non c'è molto da dire se non che anche Celentano si accontenta, non ha il coraggio di guardare dentro il suo desiderio, di portarlo a ciò per cui è fatto. Celentano è arrivato al termine della sua parabola, la sua mentalità è in perfetta sintonia con quella di Grillo, nessuna meraviglia, proprio nessuna, era inevitabile che finisse lì, per una ragione semplice, che ha sempre coltivato la logica dell'andare contro ed ora anche se non totalmente ha trovato il portavoce di questo e lo ritiene più credibile di se stesso. Che cosa ci rimane dopo questo? Nulla, se non tremare per chi si alimenta di questo andare contro, di chi pensa che per vivere sia sufficiente distruggere il male. Che tristezza che un uomo come Celentano pensi che il futuro si possa costruire demolendo. E' un altro il modo di costruire, ce lo ha testimoniato il Papa, anche lui ha fatto un gesto di rottura, anche lui in discontinuità, ma non per distruggere, non per demolire, ma per poterci gustare la vita.