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ELEZIONI 2013/ Il programma di "Io Amo l'Italia" di Magdi Allam

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2. Riscatto della sovranità legislativa, giudiziaria e nazionale

Liberiamo l'Italia dalla dittatura di un'Europa invasiva che ci impone l'80% delle leggi nazionali e delegittima lo Stato
Io amo l'Italia è favorevole all'uscita dell'Italia da questa Unione Europea che, complice la nostra classe politica, ci impone l'80% delle leggi nazionali che sono la semplice trasposizione di direttive e risoluzioni impregnate di relativismo, materialismo, buonismo, soggettivismo giuridico, multiculturalismo e islamicamente corretto. In questo contesto lo Stato viene del tutto delegittimato e svuotato della sovranità legislativa e nazionale in aggiunta alla totale perdita della sovranità monetaria.
Io amo l'Italia vuole salvaguardare i valori, la tradizione, l'identità e la civiltà che ci appartiene dall'aggressione di una legislazione europea che, da un lato, non ha tutelato il benessere materiale degli italiani, dall'altro sta scardinando le fondamenta della nostra civiltà imponendoci di legittimare dei principi e degli ordinamenti quali, ad esempio, il matrimonio omosessuale.
Io amo l'Italia denuncia questa Unione Europea perché viola l'ordinamento internazionale in quanto, da un lato, è una istituzione che associa più Stati, dall'altro impone delle leggi vincolanti per i singoli Stati pur non essendo uno Stato unitario. Così come è tutt'altro che democratica, dato che la Commissione Europea incorpora sia il potere esecutivo sia il potere di promuovere l'istanza legislativa. Essa è inoltre una istituzione assoggettata all'arbitrio dei banchieri della Banca Centrale Europea e dei burocrati della Commissione Europea, condizionati dai poteri finanziari e imprenditoriali forti.

3. Federalismo dei Comuni e Repubblica presidenziale

Liberiamo l'Italia dallo Stato padrone-ladrone eliminando gli Enti inutili e onerosi (Senato, Regioni, Province, Municipalizzate, Partecipate) e dalla dittatura della partitocrazia
Io amo l'Italia vuole la fine dello Stato padrone, ladrone, vessatorio e corrotto che finisce per diventare il principale nemico dei cittadini, delle famiglie, delle imprese e delle comunità locali.
Io amo l'Italia vuole abbattere drasticamente i costi dello Stato eliminando tutte le sovrastrutture onerose, farraginose e inefficienti, fonte di corruzione e di arbitrio quali Regioni, Province, Partecipate, Municipalizzate.
Nell'ambito della riforma legislativa, Io amo l'Italia è favorevole all'abolizione del bicameralismo perfetto eliminando il Senato in via definitiva, sia per l'assurdità del doppio e identico passaggio legislativo della medesima legge sia per l'imperativo di ridurre drasticamente i costi dello Stato. 
Io amo l'Italia promuove il Federalismo dei Comuni che mette al centro la persona, la famiglia naturale e la comunità locale.
I Comuni hanno la prerogativa di valorizzare le risorse del territorio, compresa la raccolta delle tasse. Il sindaco, scelto con il voto di preferenza, con il vincolo di mandato e la responsabilità civile e penale rispetto al suo operato, amministra la comunità territoriale.
Nella Repubblica Presidenziale il capo dello Stato, eletto direttamente dagli italiani, incarna l'unità della Nazione, garantisce la solidarietà nazionale, assicura la governabilità assumendo il potere esecutivo negli ambiti che attengono all'interesse nazionale.
L'attività del capo dello Stato, che sarà al contempo capo del Governo, potrà svolgersi nella sede attuale della Presidenza del Consiglio, che è adeguata anche dal punto di vista istituzionale essendo ubicata nella medesima struttura che abbraccia anche la Camera dei deputati. In tal modo si potrà liberare la sede del Quirinale e eliminare il costo stratosferico di 228 milioni di euro (nel 2011), quasi sette volte tanto quanto costa Buckingham Palace (34 milioni di euro), sede della Regina d'Inghilterra. Il Quirinale potrà diventare il più importante museo di Roma, trasformandosi dalla causa di un indebitamento esorbitante e una vergogna nazionale in una straordinaria fonte di ricchezza e di orgoglio nazionale.
Il rapporto tra i Comuni e lo Stato, fondato sul principio di sussidiarietà, consentirà di rendere più efficienti ed economici i servizi della Pubblica amministrazione, dall'insieme delle Attività produttive alle Infrastrutture, dall'Educazione alla Sanità, dalla Previdenza sociale allo Sport.
Lo Stato garantisce la propria presenza sull'insieme del territorio nazionale attraverso delle rappresentanze territoriali, ruolo che potrebbe essere svolto dalle Prefetture rifondate e riattualizzate per questa finalità, con un organico minimo, economico e efficiente, senza riproporre strutture burocratizzate, elefantiache ed onerose.
Il rapporto con le sovrastrutture sovranazionali, quali Unione Europea, Consiglio d'Europa, Nazioni Unite e altri organismi internazionali, si configura come una partecipazione alla realizzazione del bene comune da parte di istituzioni complementari e di indirizzo generale, non invasive e impositive, qual è invece oggi l'Unione Europea.

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