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ELEZIONI 2013/ Il programma di "Io Amo l'Italia" di Magdi Allam

Pubblicazione:venerdì 22 febbraio 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 22 febbraio 2013, 18.38

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ELEZIONI 2013, IL PROGRAMMA DI "IO AMO L’ITALIA" – Il movimento creato da Magdi Cristiano Allam si presenta alle elezioni del 24 e 25 febbraio 2013 con un preciso e articolato programma politico: “Per superare la crisi strutturale della finanza e dell'economia globalizzata causata dall'esplosione della bolla speculativa dei titoli derivati e per emanciparci dalla schiavitù del signoraggio bancario, l'unica soluzione realistica e costruttiva è il riscatto della nostra sovranità monetaria che, di fatto, si traduce nell'uscita dell'Italia dall'euro”. Si legge infatti che solo se “lo Stato potrà emettere moneta a credito, l'Italia si affrancherà dalla follia suicida che oggi ci impone di contrarre sempre più nuovi debiti per ripianare i debiti, tramite l'emissione di titoli di Stato a debito, ovvero l'unica opzione consentita allo Stato per disporre della moneta. Ed è così che l'Italia si sottomette sempre di più alla dittatura delle banche che si sono attribuite il monopolio dell'emissione della moneta e detengono il 75% del debito pubblico italiano che ammonta a circa 2 mila miliardi di euro”. Io amo l'Italia ha quindi elaborato una “proposta approfondita, articolata, pragmatica e attuativa del processo che realizzerà il riscatto della sovranità monetaria. Io amo l'Italia vuole che lo Stato torni a emettere direttamente la moneta a credito, così come ha fatto per 100 anni, affrancandoci dalla schiavitù dell'euro, monopolio dei banchieri privati proprietari della Banca Centrale Europea, dall'ingiustizia del signoraggio bancario, tassa occulta imposta dalle banche che detengono la prerogativa dell'emissione della moneta, dalla dittatura della finanza speculativa che, per riciclare una massa di denaro virtuale (titoli derivati, pari a 787 mila miliardi di dollari nel 2011) che è circa 12 volte il Pil mondiale (Prodotto Interno Lordo, pari a 66 mila miliardi di dollari nel 2011), impone e condiziona il potere politico ovunque nel mondo. Le banche e la finanza globalizzata sono indiscutibilmente il principale potere forte a livello mondiale, di fronte a cui si sottomettono i governi e per i quali i popoli sono costretti a ridursi in povertà e a perdere la loro dignità e libertà. La guerra finanziaria, emersa con il tracollo della banca d'affari americana Lehman Brothers il 15 settembre 2008, è già costata ai cittadini americani 7.700 miliardi di dollari (pari al doppio del costo affrontato dagli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale, circa 4 mila miliardi di dollari a valori odierni), mentre ai cittadini dell'Unione Europea è già costata 2 mila miliardi di dollari. Contemporaneamente 30 milioni di persone nel mondo hanno perso il posto di lavoro”. “Noi prendiamo atto che gli italiani vivevano meglio 10 anni fa prima dell'introduzione dell'euro. Con 1 milione e 500 mila lire una famiglia italiana viveva dignitosamente. Con il corrispettivo in euro, circa 750 euro, oggi si fa la fame. Con l'euro si è ridotto il reddito pro-capite degli italiani, è calato il livello delle esportazioni delle imprese, è peggiorata la bilancia dei pagamenti, è aumentata la disoccupazione. In aggiunta le politiche recessionistiche avviate dai governi della partitocrazia e accentuate dal governo tecnocratico di Mario Monti, stanno distruggendo le imprese, riducendo il Pil, aggravando il debito pubblico, accrescendo la disoccupazione, escludendo i giovani dal mercato del lavoro, impoverendo le famiglie, assottigliando il tasso di natalità degli italiani, acuendo la conflittualità sociale”. Quindi, con il riscatto della sovranità monetaria, “lo Stato si attribuisce la prerogativa di emettere la nuova Lira, determinando autonomamente in base all’interesse nazionale il volume del conio, i rapporti di cambio con le altre valute e la politica monetaria. Grazie alla facoltà di emettere moneta a credito, lo Stato può procedere subito a restituire i circa 100 miliardi di euro di debiti contratti con le imprese, mettendole nella condizione di assumere il ruolo di protagoniste dello Sviluppo. Io amo l'Italia sostiene che le banche devono recuperare il legame con il territorio e ritornare a svolgere la loro funzione primaria ed essenziale, cioè quella di conservare il risparmio, farlo fruttare ed erogare finanziamenti. Il riscatto della sovranità monetaria si traduce nel primato dell'economia reale, fondata sulla produzione di beni e servizi, e nella ricollocazione dell'attività finanziaria nel suo ruolo di mediazione e di supporto all'economia reale”. Alla pagina seguente il programma politico completo di Io Amo l’Italia.


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