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ELEZIONI 2013/ Il programma di "Io Amo l'Italia" di Magdi Allam

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6. Piena occupazione e stabilità lavorativa avviando un Piano nazionale d'emergenza per la messa in sicurezza del territorio

Liberiamo l'Italia dalla cultura sindacale che predica il diritto al lavoro e produce disoccupazione. Piano per il reinserimento lavorativo concedendo credito senza interesse e sussidi alla formazione
Io amo l'Italia vuole favorire la creazione di 1 milione di nuovi posti di lavoro, pari a quelli persi negli ultimi anni, promuovendo attraverso l'erogazione di credito senza interesse la nascita di nuove attività imprenditoriali, o supportando con corsi di formazione il reinserimento in attività produttive dei disoccupati cronici o di chi  è stato appena messo in mobilità per le inevitabili e profonde trasformazioni dell'apparato dello Stato e della pubblica amministrazione.
Io amo l'Italia individua come punto di decollo della strategia della piena occupazione un piano nazionale d'emergenza per la messa in sicurezza del territorio dalle calamità naturali prevedibili e imprevedibili, quali le alluvioni e i terremoti, nonché dai danni perpetrati dalla criminalità quali gli incendi boschivi, che in Italia hanno un notevole impatto negativo sia nella tutela della vita dei cittadini sia nella salvaguardia del nostro straordinario patrimonio ambientale e artistico.
Io amo l'Italia denuncia il male provocato dall'ideologia del sindacalismo che predica il lavoro come diritto e ha allungato sempre più le mani nelle tasche degli imprenditori, con il risultato che ha creato una massa crescente di disoccupati e ha costretto un numero crescente di imprenditori a delocalizzare per i costi eccessivi della manodopera.
Io amo l'Italia vuole porre fine allo strapotere dei sindacati che hanno svolto un ruolo deleterio nella crescita a dismisura del costo del lavoro e in parallelo al calo della produttività, ciò che ha reso l'Italia non competitiva sulla scena internazionale e ha alimentato la cultura del parassitismo a scapito delle risorse della collettività. Ciò ha favorito sia la fuga all'estero delle nostre imprese sia il lavoro nero delle imprese sia infine la crescita del debito pubblico per i maggiori oneri sociali. 
Io amo l'Italia afferma il principio che il lavoro è un diritto-dovere e che nessun compenso debba essere corrisposto a chi è in età lavorativa in assenza di un corrispettivo sul piano della prestazione lavorativa, ad eccezione dei casi umani legati alla disabilità fisica e alla malattia debilitante. Vogliamo che la cultura predominante di soli diritti e sole libertà sia bilanciata dalla cultura dei doveri e delle regole, per recuperare l'etica della responsabilità senza cui non potremmo conseguire il bene comune.
Vogliamo che soprattutto i giovani riscoprano la dignità del lavoro manuale, per porre fine alla situazione paradossale in cui ci sono 500 mila posti di lavoro manuale vacanti che gli italiani non vogliono fare, mentre ci sono decine di migliaia di laureati disoccupati che sopravvivono grazie alla famiglia che è il vero ammortizzatore sociale. Più in generale ci impegniamo per una riforma dell'istruzione che raccordi la scuola con il lavoro, perché non possiamo continuare a dilapidare le risorse pubbliche e delle famiglie, in aggiunta a prendere in giro e a gettare nello sconforto i giovani, continuando a diplomare o laureare dei futuri disoccupati.
Io amo l'Italia si impegna a combattere la precarietà lavorativa e ad affermare il principio della stabilità lavorativa, senza cui nessuno potrebbe avere accesso al credito per concretizzare un progetto imprenditoriale, familiare o personale. Senza la stabilità lavorativa, che significa la solidità della propria attività imprenditoriale o un contratto di dipendenza a tempo indeterminato, viene meno il presupposto per realizzarsi come persone salvaguardando la nostra dignità e libertà.
Io amo l'Italia vuole salvaguardare la dignità degli anziani offrendo loro facoltativamente la possibilità di impegnarsi nel volontariato sociale o di dedicarsi alla propria famiglia. 
Io amo l'Italia ha particolarmente a cuore la sorte dei pensionati che oggi in Italia al 77% fanno la fame con una pensione inferiore ai 1000 euro. Ci impegniamo ad assicurare una pensione salva-dignità il cui importo deve salvaguardare la dignità della persona ed essere rapportato all'insieme della condizione economica in cui versa. 
Io amo l'Italia, nella salvaguardia delle pensioni erogate dall'Inps e maturate da contribuzione lavorativa, promuove la liberalizzazione del sistema pensionistico in modo da dare ai cittadini la facoltà di scelta. La riforma dell'Inps comunque s'impone in considerazione dell'imponente deficit denunciato e che rischia di mettere a repentaglio l'erogazione delle pensioni.

7. Le tre “T” del nuovo Sviluppo: Turismo, Terra, Tecnologia

Liberiamo l'Italia da chi ha privatizzato gli utili e socializzato le perdite, dalla gabbia ideologica della competizione globalizzata e investiamo nel patrimonio ambientale, culturale e umano
Io amo l'Italia prende atto del fallimento di un modello di sviluppo basato sulla centralità dello Stato-imprenditore che ha dilapidato il denaro degli italiani e che ha favorito le macro imprese consentendo loro di privatizzare gli utili e socializzare le perdite. Così come prendiamo atto che l'Italia non è in grado di reggere la competizione iniqua in un mondo globalizzato solo nella dimensione materiale della modernità, ma senza la condivisione di valori e regole, a meno che non si riducano gli italiani a semplici e brutali strumenti di produzione e di consumo.
Io amo l'Italia promuove un nuovo modello di Sviluppo che si fonda sulla valorizzazione dell'unica vera risorsa non clonabile e non delocalizzabile che noi possediamo, ossia lo straordinario patrimonio ambientale, culturale ed umano, che si traduce nel fatto che l'Italia è il più bel paese al mondo, dispone del 70% del patrimonio culturale mondiale e ha una tradizione di eccellenza nelle opere prodotte  dall'ingegno degli italiani in tutti i settori.
Ecco perché consideriamo che Turismo, Terra e Tecnologia debbano essere il volano per la crescita dell'insieme dei comparti dello sviluppo dalle infrastrutture ai trasporti, dall'edilizia all'industria, dal commercio alle fonti energetiche, dalla sanità all'istruzione.
Nell'ambito del turismo, in particolare, quello balneare deve essere valorizzato e difeso dall'Europa dei banchieri, attraverso il consolidamento e la valorizzazione delle attuali concessioni balneari insistenti sul demanio pubblico.