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ELEZIONI 2013/ Il programma del Partito Democratico (Pd) di Pierluigi Bersani

Pubblicazione:venerdì 22 febbraio 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

ELEZIONI 2013, IL PROGRAMMA POLITICO DEL PARTITO DEMOCRATICO – Tra promesse più o meno credibili, proposte “shock” e salotti televisivi intasati, siamo ormai giunti alla fine di questa estenuante campagna elettorale. I diversi schieramenti politici hanno avuto modo di illustrare ai cittadini i diversi punti del proprio programma politico, ovviamente concentrandosi sui punti considerati al momento cruciali per riuscire ad accaparrarsi qualche manciata di voti in più che alle urne, vista l’attuale indecisione, potrebbero risultare fondamentali. Ecco allora il programma del Partito Democratico, che fin dalla presentazione intende puntare sulla trasparenza: “Come per la scelta della leadership e per la scelta dei candidati in Parlamento – si legge sul sito internet ufficiale - il Partito Democratico ha definito le proprie proposte con un lavoro collettivo e alla luce del sole. Tre assemblee nazionali hanno approvato numerosi documenti sui diversi temi (l’Assemblea nazionale del Pd è composta da circa mille delegati eletti con le primarie), numerose conferenze tematiche organizzate dai singoli dipartimenti di lavoro del Pd hanno varato proposte e iniziative, i dipartimenti hanno prodotto due Piani Nazionali per le Riforme presentati in Parlamento e a Bruxelles. Questi documenti indicano le prospettive di fondo. Ci sono stati aggiornamenti e modifiche collegati alle novità che nel frattempo sono intervenute e alle nuove sfide”. Il Partito guidato da Pier Luigi Bersani, candidato premier della coalizione di centrosinistra, all’interno del proprio programma inizia dunque a parlare di Europa e spiega che “La prossima legislatura dovrà affrontare tre compiti decisivi. Guidare l’economia fuori dalla crisi. Ridare autorità, efficienza e prestigio alle istituzioni e alla politica, ripartendo dai principi della Costituzione. Rilanciare l’unità e l’integrazione politica dell’Unione Europea. Noi non crediamo alle bugie delle promesse facili, quelle vendute nel decennio disastroso della destra. Crediamo, invece, in un risveglio della fiducia, a cominciare dai giovani e dalle donne. I problemi sono enormi e il tempo per aggredirli si accorcia. Le scelte da compiere non sono semplici né scontate. Ma la speranza che ci muove vive tutta nella convinzione che si possano combinare cambiamento e affidabilità, uguaglianza e rigore nelle scelte. Il nostro posto è in Europa. Noi collocheremo sempre più saldamente l’Italia nel cuore di un’Europa da ripensare su basi democratiche”. Centrale ovviamente anche il tema del lavoro: “Il primo passo da compiere è un ridisegno profondo del sistema fiscale che alleggerisca il peso sul lavoro e sull’impresa, attingendo alla rendita dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari. Quello successivo è contrastare la precarietà, rovesciando le scelte della destra nell’ultimo decennio e in particolare l’idea di una competitività al ribasso del nostro apparato produttivo, quasi che, rimasti orfani della vecchia pratica che svalutava la moneta, la risposta potesse stare nella svalutazione e svalorizzazione del lavoro”.


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