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ELEZIONI 2013/ Il programma di Forza Nuova di Roberto Fiore

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I rappresentanti per tutta la durata del loro mandato non potranno ricoprire altri incarichi pubblici o svolgere attività private che siano inconciliabili con la carica pubblica ricoperta;

- le organizzazioni sindacali si scioglieranno nelle organizzazioni di categoria che, in un assetto più stabile e socialmente rigenerato, avranno il compito di tutelare i diritti e pretendere l’ adempimento dei doveri di ogni lavoratore e imprenditore, garantire il lavoro e in subordine il capitale d’ impresa;

- l’ eliminazione di ogni forma di lotta di classe e di ogni forma di divisione attraverso l’ inquadramento nello Stato di tutto il popolo e di tutta la comunità ordinata in comparti sociali organizzati, al fine di raggiungere il benessere e la crescita della nazione e il raggiungimento della pace sociale;

SVILUPPO ECONOMICO

- le forze armate italiane saranno l’unico esercito a permanere sul territorio nazionale; sarà prevista la chiusura e la riconversione di tutte le basi militari straniere presenti sul nostro territorio e il ritiro dei contingenti italiani dai conflitti internazionali. L’esercito italiano sarà inoltre impiegato sul territorio nazionale con funzione di garante della sicurezza interna e di controllo dell’ ordine pubblico, nella lotta alle mafie e al contrasto dei traffici illeciti e di ogni tipo di crimine organizzato.

- la religione cattolica sarà religione di Stato e sarà tollerata la libertà di culto nel rispetto dei li- miti posti dai principi generali dell’ordinamento e dalle disposizioni di ordine pubblico;

SVILUPPO ECONOMICO

Forza Nuova sostiene un modello di sviluppo economico basato sui concetti di lavoro e produzione e sulla centralità umana in contrasto con l’inaffidabilità finanziaria. Forza Nuova sostiene l’iniziativa privata purché non si svolga in contrasto coll’interesse nazionale e ritiene indispensabile riservare allo Stato la gestione o il controllo delle attività di interesse strategico; il sistema bancario e l’attività finanziaria debbono essere strumentali al lavoro, alla produzione e all’equilibrio sociale che non necessariamente coincide con le statistiche che ufficialmente indicano il livello di ricchezza della Nazione.

Per questo riteniamo necessario:

- POLITICA MONETARIA

- che la moneta torni ad essere proprietà dello Stato e degli Italiani e che sia lo Stato ad esercitare la sovranità sulla emissione del denaro attraverso la nazionalizzazione della Banca d’Italia, prerogativa

 

SVILUPPO ECONOMICO

ora posseduta da enti privati che lo mettono in circolazione creandolo dal nulla e addebitandolo alla comunità nazionale;

- che, conseguentemente, tutto il debito pubblico (ad eccezione di quello contratto dallo Stato con i privati cittadini) sia considerato nullo. Esso è infatti, secondo il diritto internazionale e naturale, inesigibile, perché contratto “non nell’interesse nazionale” e perché derivante da prestiti privi di giusta causa;

- che il parametro di riferimento per il valore della moneta siano il lavoro e la ricchezza nazionale;

- che un reddito di cittadinanza venga assicurato per garantire il fabbisogno di una famiglia;

- che la moneta non sia gravata di debito al momento dell’emissione e che gli unici legittimi proprietari della moneta siano i cittadini;

- l’ istituzione nel breve termine, di un corso monetario alternativo e parallelo all’ Euro, a livello micro comunitario;

- l’ espansione, nel medio termine, della circolazione monetaria alternativa alle istituzioni locali e il conseguente allargamento a tutto il suolo nazionale della nuova circolazione monetaria non più emessa a debito.;

- l’ istituzione, sulla base di nuovi accordi internazionali, di una nuova moneta unica europea emessa a credito;

- l’ abrogazione dell’ attuale Testo Unico Bancario e il ritorno alla gestione pubblica degli Istituti di Credito sotto il controllo della Banca d’ Italia, istituzione che dovrà essere pubblica e dipendente in tutto e per tutto dallo Stato;

SVILUPPO ECONOMICO

- il ripristino delle “casse di risparmio” , degli “istituti sociali di credito” e delle “casse rurali” per assicurare e garantire il credito ad aziende e privati cittadini e il ripristino della differenziazione giuridica fra banche di investimento e banche di credito e risparmio;

-Il ritorno al principio dell’”interesse pubblico” nell’attività di gestione del risparmio e di erogazione del credito, con relativa previsione costituzionale

-La reintroduzione in forza dal carattere di pubblico interesse delle attività di gestione del credito e del risparmio, dello statuto penale, del funzionario di banca da equiparare a quello di un dipendente o dirigente della pubblica amministrazione.

- LAVORO E PRODUZIONE

Per il rilancio del sistema produttivo nazionale proponiamo:

- l’ attuazione di un sistema di ripartizione tra i lavoratori degli utili derivati dall’ attività produttiva dell’ impresa, avviando una virtuosa partecipazione delle maestranze e delle manovalanze alle sorti aziendali, inevitabilmente aumenterà la motivazione per la crescita dell’ azienda e quindi del lavoro e della produzione;

- nel sistema già decongestionato dalla presenza di una moneta a credito, piuttosto che a debito e di abbattimento della pressione fiscale, l’applicazione di dazi alle imprese italiane che delocalizzano la produzione fuori dal territorio nazionale o che, producendo sul territorio nazionale, non garantiscono l’ utilizzo di almeno il 90% di manodopera italiana;