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ELEZIONI 2013/ Il programma di Forza Nuova di Roberto Fiore

Il programma elettorale ufficiale del partito di Forza Nuova. Ecco tutti i punti toccati dallo schieramento politico di destra che sembra non accettare alcuna coalizione

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Forza Nuova è il movimento fondato nel 1997 da Roberto Fiore e Massimo Morsello, fuoriusciti dalla Fiamma Tricolore di Pino Rauti. Dal 1999 ha partecipato a tutte le elezioni per il Parlamento europeo e per quello italiano, ma non ha mai ottenuto dei seggi. A parte l’idea che lo Stato italiano sia “una realtà trascendente di origine divina”, il programma di Forza Nuova spicca per la proposta di abolire non solo i partiti politici, ma anche l’elezione diretta dei parlamentari. Per il movimento di estrema destra, i cittadini dovrebbero limitarsi a eleggere i loro rappresentanti a livello comunale, i quali poi via via sceglierebbero chi eleggere al livello successivo, fino a quello nazionale. Al posto del Senato, Forza Nuova intende introdurre una Camera del Lavoro e dei Mestieri, i cui membri dovrebbero essere scelti sulla base di un’elezione all’interno delle singole associazioni di categoria. Il movimento di Roberto Fiore vuole inoltre abolire le Regioni, che si sono rivelate come una fonte di clientelismo e corruzione. Ecco di seguito il programma integrale di Forza Nuova.

Forza Nuova concepisce lo Stato come autentica espressione della sovranità nazionale, come la più alta sintesi della missione di Civiltà italiana, e come una realtà trascendente di origine divina. Pertanto Forza Nuova auspica una riforma dello Stato Italiano che riporti questo ad essere padre e tutore di una comunità che lo forma e che gli dà vita attraverso la partecipazione ed il lavoro.

Per questo proponiamo il ritorno alla vera e genuina forma di rappresentanza tradizionale attraverso:

Una riforma che elimini i partiti, intesi come cerchie ristrette di potere volte a dividere e controllare la volontà popolare, sostituendoli con un sistema di rappresentanza organica che comprenda una elezione per gradi. Questa elezione si articola in senso verticale e ha come base il popolo, dal quale vengono scelti i rappresentanti, che per merito saliranno ai vertici del potere;

-Tale sistema sarà attuato attraverso l’ elezione, a partire dalle comunità circoscrizionali o di quartiere che sceglieranno al loro interno coloro che, in base al merito e alle capacità, avranno accesso ai livelli più alti della rappresentanza: comunale, provinciale ed infine nazionale;

I partiti politici perderanno tutti i privilegi di cui oggi beneficiano (finanziamenti, esenzioni fiscali, contributi a gruppi parlamentari) e, soprattutto, cesseranno di essere la corsia preferenziale per carriere, clientele e indebite influenze sull’operato della pubblica amministrazione a danno del bene comune;

Il nuovo parlamento, non più distratto dalle logiche partitiche sceglierà al suo interno quegli uomini e quelle donne che, per capacità, esperienza e profilo morale incarnano la Rivoluzione Nazionale.PER UNO STATO NUOVO

Questa “aristocrazia” nata dal seno del popolo formerà il Governo, e il Governo così formato sceglierà al suo interno il Primo Ministro;

Il potere legislativo sarà, per quanto riguarda le politiche economiche e sociali, accordato ad una nuova Camera del Lavoro e dei Mestieri, che, sostitutiva del Senato della Repubblica, riunirà in se i rappresentanti delle associazioni di categoria e dei corpi intermedi. I rappresentanti della Camera del Lavoro e dei Mestieri verranno scelti anch’ essi attraverso un’ elezione per gradi che si svolgerà all’ interno di ciascuna associazione di categoria, la quale arriverà a portare i propri rappresentanti all’ assemblea. Essi concorreranno alla formazione delle leggi e delle politiche economiche e sociali, eliminando in questo modo l’ influenza delle lobby e dei poteri forti nella gestione della Politica;

La rappresentanza provinciale sarà compresa nella Camera del Lavoro e dei Mestieri, con la conseguente abolizione dei parlamenti regionali e provinciali e darà forma alle istanze locali e tradizionali che, già presenti sul territorio, otterrebbero maggiore incidenza nella gestione della cosa pubblica;

L’ abolizione delle regioni che, istituite come antidoto al rischio di un eccessivo centralismo statale, ha col tempo perduto il motivo che ne ha legittimato l’adozione, rivelandosi fonte di clientelismo e di inutili sprechi. La storia millenaria degli italiani, cresciuti intorno ai comuni e alle province, rende l’esistenza della regione-amministrazione del tutto inutile e anzi dannosa per uno sviluppo ordinato della società; l’abolizione delle regioni ed il passaggio delle relative competenze alle province garantirebbe una più adeguata utilizzazione delle risorse ed un controllo più attento e più diretto dei

PER UNO STATO NUOVO

Cittadini all’attività amministrativa;

La facilitazione del ricorso all’ istituto referendario, sia propositivo che abrogativo, come ulteriore espressione concreta della volontà popolare, sul modello Svizzero e Irlandese. Le questioni legate ai diritti fondamentali della vita, della sicurezza e dell’ identità nazionale e religiosa saranno protetti dal nuovo assetto costituzionale;

La fine della partitocrazia e il ridimensionamento del numero dei rappresentanti nelle assemblee suddette. Ai rappresentanti di queste verrà riconosciuto un salario paragonabile a quello di un altro professionista con l’ esclusione assoluta di qualsiasi privilegio. I reati di corruzione e contro il patrimonio commessi da un rappresentante nazionale nell’ esercizio delle sue funzioni saranno considerati reati contro il popolo e puniti con la reclusione non inferiore a cinque anni.