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ELEZIONI 2013/ Il programma della Lega Nord di Roberto Maroni

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Le proposte della Lega Nord di Roberto Maroni che hanno fatto più discutere sono state quelle per la Regione Lombardia: trattenere sul territorio il 75% del gettito fiscale e la creazione della macro-regione del Nord. Mentre per quanto riguarda le elezioni politiche il programma della Lega nord è identico a quello del Popolo della Libertà. I due partiti hanno optato per un programma di coalizione, anche se è facile prevedere che ci saranno sfumature diverse una volta in Parlamento. Il Carroccio insisterà in particolar modo sul rispetto del quarto punto, dove compaiono l’istituzione delle macroregioni, la piena attuazione della riforma federale contenuta nella legge 42/2009, l’introduzione dei costi standard per l’acquisto di beni e servizi. Quest’ultimo è un passaggio molto importante per una buona gestione della pubblica amministrazione. L’acquisto di beni e servizi costa infatti 150 miliardi di euro l’anno, e nell’ultimo anno le uscite legate a questo capitolo di spesa sono aumentate anche del 50%. La stessa voce di acquisto, per esempio le siringhe, in una regione costa un euro a scatola e in un’altra cinque euro. Equipararne i costi in tutte le regioni sarebbe un primo passo di concreta attuazione del federalismo. Ecco di seguito il programma integrale della Lega Nord.

 

IN COALIZIONE SI IMPEGNA

A PROMUOVERE E A REALIZZARE ENTRO LA XVII LEGISLATURA I SEGUENTI PUNTI PROGRAMMATICI

- PER LA FAMIGLIA E PER IL FUTURO DEI GIOVANI - PER LO SVILUPPO DELLE IMPRESE E DEL LAVORO

- PER LA RIDUZIONE DEI COSTI DELLO STATO E DELLA POLITICA - PER COSTRUIRE ISTITUZIONI PIU' MODERNE - PER UNA GIUSTIZIA DEGNA DI UN PAESE CIVILE

- Elezione diretta e popolare del Presidente della Repubblica

- Rafforzamento dei poteri del Governo

- Riforma del bicameralismo, Senato federale, dimezzamento del numero dei parlamentari e delle altre rappresentanze elettive

Revisione dei regolamenti parlamentari e snellimento delle procedure legislative, con tempi certi per l'approvazione delle Leggi

- Riordino e ulteriore semplificazione della legislazione vigente

- Abolizione delle Province tramite modifica costituzionale

Con la piena entrata in vigore della riforma costituzionale sul pareggio di bilancio e della relativa Legge rafforzata, superamento del Patto di Stabilità interno per gli enti locali

2. Dimezzamento dei costi della politica

- Abolire il finanziamento pubblico dei partiti (nessun fondo pubblico ai partiti) Ÿ Dimezzare tutti i costi della politica

3. Più Europa dei Popoli, meno euro-burocrazia

- Superamento di una politica europea di sola austerità

- Accelerazione delle quattro unioni: politica, economica, bancaria, fiscale

Attribuzione alla Bce del ruolo di prestatore di ultima istanza, sul modello della Federal Reserve americana

- Euro-bond e project-bond per una rete europea di sicurezza e di sviluppo

- Esclusione delle spese di investimento dai limiti del patto di stabilità europeo

Elezione popolare diretta del Presidente della Commissione europea, e ampliamento della potestà legislativa del Parlamento europeo

- Costituzione di una agenzia di rating europea

Centralità dell'Italia nella politica Europea, nella Alleanza atlantica, nel dialogo euromediterraneo, nel rapporto con l'Est

L'Italia in Europa e nel mondo a difesa della libertà, della democrazia, dei diritti umani, e delle libertà religiose

4. Per un'Italia federale e unita: Nord, Centro e Sud protagonisti

- Piena attuazione della riforma federale come da Legge 42 del 2009

- I costi per i beni e i servizi, ivi compreso il costo per il personale, in tutte le regioni e gli enti pubblici, devono essere quelli relativi al valore più basso (costi standard)

- Abolizione degli enti inutili

- Entro la fine della legislatura: a) istituzione di macroregioni attraverso le intese di cui all'art. 117 penultimo comma della Costituzione b) Attribuzione e utilizzo in ambito regionale, prevedendo la riduzione della pressione fiscale, di risorse in misura non inferiore al 75% del gettito tributario complessivo degli Enti di  cui all'art. 114 della Costituzione prodotto nel singolo territorio regionale e che le risorse prodotte dal restante 25% del gettito tributario complessivo siano utilizzate dallo Stato per sostenere le spese dell'Amministrazione relative a funzioni non territorializzabili (p. es.: politica estera e interessi debito pubblico) e quelle relative alla perequazione nazionale

Rilancio del Piano Nazionale per il Sud voluto e implementato dal Governo Berlusconi

- Riordinare le priorità: turismo; infrastrutture e ambiente; università e istruzione; innovazione, ricerca e competitività

- Utilizzare tutti i fondi comunitari disponibili attraverso il Piano di Azione e Coesione evitando sprechi e mancati impegni delle risorse, applicando gli stessi meccanismi sanzionatori, per le amministrazioni inadempienti, già previsti nell'ambito del federalismo fiscale


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