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Politica

ELEZIONI 2013/ Il programma di Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni e Guido Crosetto

Fratelli d'Italia, il partito fondato da alcuni fuoriusciti dal Pdl, e cioè Guido Crosetto, Giorgia Meloni e Ignazio La Russa. Ecco il testo del programma

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

Fratelli d’Italia è stato fondato dopo che l’ex ministro dei Giovani, Giorgia Meloni, si è candidata per le primarie del Pdl e non ha potuto partecipare per la sesta discesa in campo di Silvio Berlusconi. A guidare un partito decisamente giovane, nei programmi e nelle candidature, è un leader che ha la metà degli anni di tutti gli altri candidati premier. Classe ’77, la Meloni ha 36 anni, contro i 77 di Berlusconi, i 70 di Monti, i 66 di Grillo e i 62 di Bersani. A spiccare nel programma di Fratelli d’Italia, è lo spazio dedicato al tema della tutela della natalità e delle famiglie. Introduzione del quoziente famigliare, per un costo stimato di 12 miliardi di euro, contro gli 800 miliardi della spesa pubblica annuale. Iva al 4% sui prodotti per l’infanzia. L’ex ministro Meloni si è detta più volte contraria all’aborto, e uno dei punti del programma è finalizzato proprio alla riduzione del numero di interruzioni di gravidanza: la rimozione delle cause economiche e sociali che portano a rinunciare alla maternità, applicando quanto previsto nelle norme in vigore. Interessante anche la proposta di trasformare la Banca centrale europea in prestatore di ultima istanza per proteggere l’euro dagli attacchi degli speculatori finanziari. Ecco di seguito il programma integrale di Fratelli d'Italia.

Le analisi e le proposte che seguono rappresentano l’apertura di un cantiere civile, l’inizio di un viaggio nell’Italia del futuro. Non hanno la pretesa di rappresentare un “programma” esaustivo, né s’intende calare dall’alto un pacchetto già confezionato. Quelli che seguono sono solo spunti di riflessione, utili per far partire la discussione da una prima base. Da oggi, chiunque vorrà proporre la propria risposta a una domanda di giustizia o la soluzione a un problema, potrà farlo scrivendoci. Nessuna idea sarà scartata a priori, come tante volte è capitato, sarà valutata, studiata e, se valida, difesa nel suo diritto di essere presente nel programma con cui affronteremo le elezioni politiche. Mettiamoci al lavoro.

Le sfide per l’Italia

Aggiornato in base alle vostre sfide inviataci fino alla data del 13 Febbraio

La politica non è riuscita a essere all’altezza della propria funzione, ha fallito nel compito di modernizzare l’Italia e attrezzarla per le sfide future e, sotto il ricatto della crisi economica, ha abdicato ai cosiddetti tecnici la responsabilità di governare.  Siamo la sola democrazia occidentale ad avere avuto un governo non scelto dai cittadini. Si sta cercando con trucchi ridicoli di procrastinare questa sospensione della sovranità popolare con un Presidente del consiglio che si ostina a non volersi candidare e a voler fare il premier, come se quel ruolo fosse conferito da autorità diverse dal popolo italiano.

Per ripartire è necessario lanciare una sfida nuova, voltare pagina e liberare tutte le energie disponibili, talvolta sommerse, talaltra volutamente soffocate.

Serve rivoluzionare l’Italia, cambiare una classe politica non per selezione anagrafica, perché si rischia di perdere forze preziose e minare quel patto tra generazioni su cui si deve fondare un progetto comunitario, ma per merito, laboriosità, passione civica, competenza. 

Occorre mandare in pensione chi ha fallito, non chi è anziano, chi ha imbrogliato, ha avuto l’opportunità di risolvere i problemi e non l’ha saputo fare. Non vogliamo sfasciare, vogliamo rigenerare un’Italia all’altezza delle criticità del nostro tempo.

Pretendiamo che la politica torni a essere impegno civico, passione per le idee e la loro affermazione, volontà di costruire un modello sociale compatibile con i valori per cui ci si batte. Cerchiamo il confronto, ma non nascondiamo le differenze in ossequio ad un relativismo etico che annulla le identità. Vigiliamo perché l’impegno nella cosa pubblica non sia mai più veicolo per il raggiungimento di ambizioni personali.

Una rivoluzione che metta lo Stato al servizio della persona per liberare energie, far emergere le volontà e investire sul talento, per abbattere le mura di quei privilegi che la prima Repubblica ha stratificato e la seconda non ha saputo scalfire. L’Italia che abbiamo ereditato è una nazione bloccata, destinata alla senilità precoce, dove merito e capacità faticano a imporsi e l’impegno raramente è premiato. Chi può realizzare questa rivoluzione?