BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

ELEZIONI/ Vittadini risponde a Lucia (V liceo): perché io voto

InfoPhotoInfoPhoto

Non ho mai chiesto alla politica di far nascere questa vitalità e fecondità, anzi ho diffidato di chiunque dicesse (come è avvenuto nella prima e ancor di più nella seconda Repubblica): “ci penso io a darti quello che ti serve, dammi il potere e realizzerò il cambiamento”. Infatti, anche i programmi più innovativi si sono rivelati incapaci di portare risposte adeguate quando chi era al potere ha pensato di realizzarli non valorizzando le presenze sociali, economiche, culturali di base, secondo il principio di sussidiarietà, ma dall’alto dei ministeri e dei partiti. Né ho chiesto alla politica di aiutare solo le opere del gruppo sociale cui appartengo, ma ho chiesto di non diffidare di nessuna iniziativa che avesse lo scopo di rispondere ai bisogni della gente. Ho chiesto che ci fossero legislazioni che dessero spazio a queste realtà di base, ne valorizzassero l’impeto costruttivo per il bene comune. Certe volte la politica ha accettato il suo alto ruolo di servizio al bene di queste realtà, come ad esempio in Lombardia (che con buona pace di tutti è un posto dove i cittadini vivono bene, possono scegliere ottimi servizi grazie alla competizione virtuosa che si è creata e trovano molte loro iniziative valorizzate). In molti casi la politica si è arroccata in un ruolo autoreferenziale, senza peraltro essere in grado di fare granché. 

Oggi guardo alle prossime elezioni chiedendo ancora una volta di sostenere questi che ritengo strumenti essenziali di bene comune: investimento sul sistema educativo e sul capitale umano e libertà di educazione, welfare sussidiario, sostegno alla piccola, media e grande impresa che produce, occupa, esporta. Sceglierò chi ritengo possa rispondere meglio a queste istanze, ma in nessun caso sarò deluso, perché il soggetto vivo che può generare bene comune può comunque fare la sua strada, prendere consapevolezza di sé e crescere. E questa è la più grande speranza per tutti e per il nostro Paese.

Giorgio Vittadini

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
26/02/2013 - per il sig. Trombetta (Mariano Belli)

Caro signore, probabilmente il problema è nella "scuola" che ha frequentato e forse ancora frequenta, che evidentemente non le è stata di grande aiuto nè nella sua crescita umana, nè nella capacità di formarsi una opinione propria dovendo dipendere dalle labbra di altri. A leggere questi "commenti" conditi pure da insulti gratuiti io un problema me lo porrei.... Auguri per la sua fine remissività.

 
24/02/2013 - Criteri e utilizzo dei criteri (Andrea Trombetta)

Grazie, Giorgio, per aver scritto in modo così chiaro e vissuto i criteri che guideranno la tua scelta. Perché allora, se i criteri sono tanto chiari, c'è così grande difficoltà nell'utilizzarli? O, al contrario, c'è tanta grossolana tracotanza nell'utilizzarli, spingendosi a definirsi e firmarsi "ciellino antiMonti"? Se ci fosse un candidato come te, quale esitazione a darti mandato? Ma se tu, Giorgio, poi ti schierassi in una certa coalizione, le esitazioni stranamente diverrebbero consistenti e ripetute. La difficoltà nell'uso dei criteri dipende da una confusione originale sui criteri? Forse sì, forse è solo una parvenza di chiarezza quella che credo di avere. O forse c'è un pregiudizio ingannevole, retaggio di antichi schieramenti fra guelfi e ghibellini: c'è il voto giusto in assoluto e quello peccaminoso? C'è un voto che ti manda direttamente all'inferno? Credo che questa drammatizzazione della politica sia quanto di meno sussidiario che ci si stato negli ultimi

 
22/02/2013 - La politica vera non divide il popolo (Luigi PATRINI)

Lucia, non farti illusioni: le delusioni o le disillusioni sono sempre l’inevitabile conseguenza di una illusione, non dimenticarlo! L’illusione c’è quando pensi che sia la tua scelta a decidere: i fattori in gioco sono infiniti e a decidere è sempre un Altro. Non si deve per questo essere “fatalisti”: il fatalista è uno inevitabilmente rancoroso o, addirittura, arrabbiato, perché subisce le situazioni. Se, come scrivi, stai facendo un’esperienza che ti fa avere “un’affezione profonda alle cose del mondo” sei sulla buona strada: è solo così che si è “nel” mondo, l’importante è non diventare … “del mondo”. Questa tua affezione nasce dalla “speranza”, ma non lasciarti ingannare: nessun potere politico può rispondere in modo esaustivo alle aspettative della speranza umana, nessuno. Soprattutto - questo te lo potranno spiegare quelli che, con qualche anno più di te, conoscono la storia degli ultimi anni, quella che non puoi trovare ancora sui libri di scuola! - non potranno soddisfarla mai quelle forze che hanno governato per anni senza fare ciò che, pur avendo i numeri per farlo, avevano promesso: chi ha ingannato in passato, potrà non ingannarci in futuro? Chi ci ha illusi in passato, potrà non deluderci? Lucia, fidati di chi è testimone del fatto che - come diceva S. Ambrogio - la politica è fatta “per creare amicizia in città”, non per dividere e contrapporre i buoni ai …cattivi. La politica vera è sempre “inclusiva”. Luigi

 
22/02/2013 - Perchè pensare solo al voto? (Mariano Belli)

Se posso dire anch'io la mia, mi sembra che la questione non è tanto la partecipazione al voto, che si conclude in pochi minuti di una sola giornata, ma la partecipazione in prima persona alla vita politica economica e sociale del Paese nei restanti 364 giorni dell'anno, anche perchè si è visto che delegare a terzi non funziona....

 
22/02/2013 - Te lo auguro. (claudia mazzola)

Cara Lucia, ho 48 anni è tanto che voto, credimi mai come da quando ho incontrato il carisma di don Giussani voto con un altro giudizio sulla realtà, con passione e amore, facendone parte.