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ELEZIONI 2013/ Il discorso di Beppe Grillo a Roma: ci saranno tensioni, ma la via è tracciata

Si è concluso ieri a Roma, in una gremita piazza San Giovanni, lo Tsunami Tour di Beppe Grillo. Accolto dal boato della folla presente, il leader del Movimento 5 Stelle ha preso la parola

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Si è concluso ieri a Roma, in una gremita piazza San Giovanni, lo Tsunami Tour di Beppe Grillo. Accolto dal boato della folla presente, il leader del Movimento 5 Stelle dà il via al comizio che chiude ufficialmente la campagna elettorale: “Cercavamo una porta per uscire. Eravamo prigionieri del buio. Pensavamo di non farcela. Ci avevano detto che le finestre e le porte erano murate. Che non esisteva un’uscita”, esordisce Grillo. “Poi abbiamo sentito un flusso di parole e di pensieri che veniva da chissà dove. Da fuori. Da dentro. Dalla Rete, dalle piazze. Erano parole di pace, ma allo stesso tempo parole guerriere. Le abbiamo usate come torce nel buio, come chiavi da girare nella serratura per andare altrove, in posti sconosciuti, verso noi stessi”. E ora, continua a spiegare, “siamo fuori, siamo usciti nella luce e non ci siamo ancora del tutto abituati. Stringiamo gli occhi e, anche se sappiamo che stiamo percorrendo l’unica via possibile, abbiamo qualche timore, ed è normale”. Grillo ribadisce quindi che “quello che sta succedendo ora in Italia non è mai successo prima nella storia delle democrazie moderne. Una rivoluzione democratica, non violenta, che sradica i poteri, che rovescia le piramidi. Il cittadino che si fa Stato ed entra in Parlamento in soli tre anni. Abbiamo capito che eravamo noi quella porta chiusa, che le parole guerriere erano da tempo dentro di noi, ma non volevano venire fuori, pensavamo di essere soli e invece eravamo moltitudine. E adesso siamo sorpresi che così tante persone a noi del tutto sconosciute avessero i nostri stessi pensieri, le nostre speranze, le nostre angosce”. “Ci siamo finalmente riconosciuti uno nell’altro e abbiamo condiviso parole guerriere”, ripete ancora Beppe Grillo, “parole che erano state abbandonate da tempo, di cui si era perso il significato, sono diventate delle armi potenti che abbiamo usato per cambiare tutto, per ribaltare una realtà artificiale dove la finanza era economia, la menzogna era verità, la guerra era pace, la dittatura era democrazia. Parole guerriere dal suono nuovo e allo stesso tempo antichissimo, come comunità, onestà, partecipazione, solidarietà, sostenibilità si sono propagate come un’onda di tuono e sono arrivate ovunque annientando la vecchia politica. Siamo diventati consapevoli della realtà”.