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ELEZIONI 2013/ Il programma del Pdl di Silvio Berlusconi

Ecco il testo integrale del programma del Popolo della Libertà per le elezioni del 24 e 25 febbraio 2013. Tutti i punti e i contenuti pensati dal partitodi Silvio Berlusconi

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Sesta campagna elettorale per Silvio Berlusconi come candidato premier, con un programma nel solco riformista tracciato fin dal 1994. La vera novità di queste elezioni politiche per gli elettori del centrodestra dovevano essere le primarie, indette ufficialmente e poi cancellate all’ultimo minuto. Per il resto il programma del Pdl è coerente con la storia del partito. L’eliminazione dell’Imu sulla prima casa rispecchia l’abolizione dell’Ici promessa nel 2006 da Berlusconi nel corso del confronto tv con Prodi, e poi mantenuta nel 2008 dopo la vittoria del centrodestra. Segno del fatto che quando parla di abbassare le tasse Berlusconi dice sul serio. Meno verosimile il tendenziale azzeramento dell’Irap nell’arco di 5 anni, con priorità alle piccole imprese e agli artigiani. Berlusconi e Tremonti ne avevano discusso nel 2009, i tempi sembravano maturi per farlo ma poi tutto si risolse con una fumata nera. Interessante anche il punto in cui si promette di rivedere gli accordi comunitari di Basilea III per le banche, come pure il fatto che i finanziamenti della Banca Centrale Europea alle banche italiane debbano essere destinati prioritariamente a famiglie e imprese. In questo caso sarà da vedere se Berlusconi riuscirà a imporre la sua forza contrattuale ai partner europei, di solito tutt’altro che propensi ad accettare le richieste italiane. Ecco di seguito l'introduzione di Silvio Berlusconi e il testo completo del programma elettorale del Popolo della Libertà.

Non ricordo nella mia vita un momento più difficile di questo: la gente è davvero sfiduciata.
Sono sceso ancora una volta in campo perché non posso lasciare sprofondare l’Italiain una deriva senza speranza.
Il governo tecnico di Monti ha scelto di seguire la politica di austerità imposta dall’Europa germanocentrica e i risultati deprimenti sono sotto gli occhi di tutti.
Avevo sperato che il mio passo indietro favorisse un accordo per fare una riforma istituzionale e rendere l’Italia governabile come le altre grandi democrazie.
Invece le opposizioni hanno affossato la nostra proposta e il governo tecnico le ha assecondate.
Il nostro sistema istituzionale impedisce che la modernizzazione possa avvenire: il premier ha meno poteri del sindaco del più piccolo comune.
Per questo motivo non siamo riusciti a completare la rivoluzione liberale.
Ho già chiesto scusa agli italiani: ero in buona fede perché anch’io mi illudevo che si potesse fare.
Tuttavia i nostri anni di governo non sono passati invano.
Abbiamo avviato riforme in tutti i settori: scuola, università, lavoro, pensioni, fisco, turismo, immigrazione, pubblica amministrazione, grandi opere, sicurezza politica estera.
Alcune di esse stanno dando buoni frutti, altre sono da completare, altre sono state cancellate dai governi di sinistra o dal referendum.
Ora vogliamo far ripartire l’Italia, ridando fiducia agli italiani con provvedimenti semplici ed efficaci: aboliremo l’Imu, metteremo fine allo stato di polizia fiscale, difenderemo come abbiamo sempre fatto gli interessi dell’Italia in Europa, non metteremo nuove tasse, come invece si impegna a fare la sinistra di Bersani e Vendola, con la ruota di scorta di Monti.
Vogliamo colmare il fossato tra gli italiani e la politica: per questo i nostri parlamentari voteranno il dimezzamento dei loro emolumenti, la fine del finanziamento pubblico ai partiti, la riforma della Costituzione con il dimezzamento del numero dei parlamentari e i poteri al governo necessari per metterci alla pari delle altre democrazie.
Faremo tutto ciò se avremo il suo voto e quello della maggioranza degli italiani.
Non ceda alla sfiducia, non creda a chi dice che niente potrà mai cambiare.
Sono diventato nonno per la settima volta durante questa campagna elettorale ma non smetto di avere ideali e progetti per l’avvenire.
I miei ideali, i nostri ideali - persona, libertà, sussidiarietà, famiglia, federalismo, Stato al servizi dei cittadini, giustizia giusta - sono più forti e vivi che mai.
Per affermarli ho combattuto cento battaglie, affrontando vittorie e sconfitte, come sempre è nella vita. Per questo me ne hanno fatte di tutti i colori, eppure io ci credo ancora! (Silvio Berlusconi)

 

1 Istituzioni adeguate e moderne favoriscono lo sviluppo del paese

Elezione diretta e popolare del Presidente della Repubblica Rafforzamento dei poteri del Governo

Riforma del bicameralismo, Senato federale, dimezzamento del numero dei parlamentari e delle altre rappresentanze elettive

Revisione dei regolamenti parlamentari e snellimento delle procedure legislative, con tempi certi per l’approvazione delle Leggi

Riordino e ulteriore semplificazione della legislazione vigente Abolizione delle Province tramite modifica costituzionale

Con la piena entrata in vigore della riforma costituzionale sul pareggio di bilancio e della relativa Legge rafforzata, superamento del Patto di Stabilità interno per gli enti locali