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ELEZIONI 2013/ Berlusconi rompe il silenzio elettorale: la magistratura? Peggio della mafia

Pubblicazione:domenica 24 febbraio 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

A poche ore dal voto, Silvio Berlusconi viola il silenzio elettorale e attacca la magistratura. Da Milanello, dove avrebbe dovuto solamente commentare l’imminente derby contro l’Inter in campionato insieme all’allenatore della sua squadra Massimiliano Allegri, il Cavaliere non ha resistito e si è lasciato andare a diversi commenti sulla tanto odiata magistratura, definendola addirittura “una mafia più pericolosa della mafia siciliana”. “E lo dico sapendo di dire una cosa grossa”, ha spiegato Berlusconi, secondo cui “in Europa hanno messo in giro la storia che io ero irriso perché qui in Italia mi hanno fatto un attacco con il Bunga Bunga che è un'operazione di mistificazione e diffamazione che non si regge su nulla. Da 150mila intercettazioni telefoniche non è venuto fuori un reato e continuano con i processi che sono stati ripresi da tutti i giornali stranieri, dove la magistratura è una cosa seria”. L’ex premier, dopo l’assenza alla chiusura della campagna elettorale del Pdl a Napoli, ha parlato anche del proprio stato di salute: “Fisicamente sono a posto, ho appena qualche difficoltà ad aprire completamente gli occhi ma sono molto orgoglioso di questa campagna elettorale per come ho combattuto dall'inizio alla fine senza un momento di fermo”. “Avevano detto che temevo gli incontri duri con gli avversari nella cosiddette fosse dei leoni – ha aggiunto - ma ho smentito tutti e ho dimostrato che non temo nessuno”. Immediata la reazione del Partito Democratico alla violazione del silenzio elettorale: secondo Anna Finocchiaro, "Berlusconi, facendo le affermazioni che ha fatto, dimostra di saper vivere solo violando le regole. Ma questo non gli permetterà di vincere”. Sulla stessa linea anche il leader di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia: “Noi rispettiamo le regole e quindi il silenzio elettorale, altri non lo hanno fatto. Non potendo commentare certe dichiarazioni, chiediamo l'autorevole intervento del Presidente della Repubblica, anche a tutela della credibilità della magistratura di cui il Capo dello Stato è supremo garante”. 


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