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ELEZIONI 2013/ I "sondaggi clandestini" sui risultati elettorali travestiti da corse dei cavalli

Nonostante la legge italiana lo vieti, non è raro imbattersi nelle cosiddette rilevazioni “clandestine”, ovvero diffuse su diversi siti internet sotto le forme più disparate

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

ELEZIONI 2013, I SONDAGGI CLANDESTINI PUBBLICATI – Nonostante la legge vieti di pubblicare sondaggi politici riguardanti le intenzioni di voto degli italiani nelle due settimane precedenti alle elezioni, non è raro imbattersi nelle cosiddette rilevazioni “clandestine”, ovvero diffuse su diversi siti internet sotto le forme più disparate. L’importante è non far capire che si tratta effettivamente di un sondaggio politico, quindi ecco comparire dati “mascherati” (anche con una certa ironia) da corse dei cavalli o da voci riguardo il conclave papale. Tra i più noti, vi sono quelli pubblicati da YouTrend e Nota politica: proprio su quest'ultimo sito, per esempio, ecco allora la cronaca della gara in corso di svolgimento "all'Ippodromo Equitazione Milano Galoppo". In questa corsa clandestina, si legge, "la spunta la favoritissima scuderia Bien Comun". Secondo tempo per "Maison Liberté con Burlesque'' che "dimostra di essere ancora in grado di strappare tempi competitivi su questi tracciati". Come sappiamo, invece, l'Autorità garante delle Comunicazioni (Agcom) ha recentemente bocciato l'applicazione della società Swg per la diffusione dei sondaggi, definita “un'oggettiva violazione” del divieto di pubblicazione dei dati nelle due settimane che precedono il voto. Decisamente meno velata la decisione del giornalista e scrittore Fabrizio Rondolino che, sulla propria pagina Facebook, ha pubblicato “i sondaggi degli ultimi due giorni, così come li ho avuti da una fonte che reputo affidabile”. “Siccome considero illiberale, e dunque illegale, la norma che ne proibisce la pubblicazione nelle due settimane che precedono il voto – scrive Rondolino sul popolare social network - scelgo la disobbedienza civile e li pubblico qui sulla mia pagina di Facebook”. Il divieto non vale ovviamente per i siti che non sono italiani, quindi non perseguibili dall'Agcom: ecco allora che un sito svizzero, Ticinonline.ch, ha pubblicato un dettagliato articolo in cui vengono forniti alcuni dati sui sondaggi svolti in questi giorni dagli istituti demoscopici. I giornalisti, tanto per ricordare la paricolare legge italiana, specificano di stare pubblicando “i numeri che l’Italia non può sapere”.

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