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ELEZIONI 2013/ Chi sono i capolista candidati in Sicilia alla Camera e al Senato

Domenica 24 febbraio, dalle ore 8 alle ore 22, e lunedì 25 febbraio, dalle ore 7 alle ore 15, si svolgeranno le operazioni di voto per il rinnovo del Senato e della Camera

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

CHI SONO I CAPOLISTA CANDIDATI IN SICILIA ALLA CAMERA E AL SENATO - C’è veramente un po’ di tutto nelle liste per la Camera della circoscrizione 1 della Sicilia per queste Elezioni 2013: dalla baby sindaco di Pollina, Magda Culotta, 27 anni candidata per il Pd all’ex numero due di Bmw Europa, Marco Saltalamacchia in corsa con Fare per Fermare il declino di Oscar Giannino. E non solo, perché spulciando tra i nomi dei candidati troviamo anche chi forse non rientrerebbe nei canoni dei papabili, alla voce “candidato pulito”. E mi riferisco a Francesco Saverio Romano in corsa con il Popolo delle Libertà e indagato per corruzione aggravata nell’inchiesta sul “tesoro di Ciancimino”. Un altro finito sulle prime pagine dei giornali per tutt’altra faccenda è Carmelo Lo Monte, candidato con la lista Centro Democratico di Tabacci, quando nell’aprile scorso è stato condannato a 4 mesi di reclusione per una lite risalente al 2008 con un vigile urbano. Pena mai scontata considerato che ha beneficiato della sospensione. In questa divisione sono molti i personaggi di spicco locali che hanno deciso di sposare la causa di Monti: tra questi Gea Schirò Planeta, moglie del noto imprenditore di vino e l’ex vicepresidente di Confindustria Ettore Artioli, candidato al secondo posto alla Camera.
Che un siciliano si candidi alla Camera con la Lega Nord ci può stare. La "nota stonata" è che il capo lista Giuseppe Scrivano abbia messo in lista anche parte del suo “parentado” (18 persone). E se a questo si aggiunge che il sindaco di Alimena, provincia di Palermo sia stato eletto con il Pdl prima di passare alla corte della Lega l’equazione è completata. Passando dall’altra parte della barricata troviamo Laura Boldrini, capo lista di Sinistra Ecologia e Libertà, una dei 23 candidati Sel che è stata ammessa alle liste senza passare dalle primarie. Una nota di colore la troviamo tra le fila dei grillini: una grillina doc, è certo, è il medico legale 37enne Giulia Grillo, che non poteva scegliere altro movimento visto il cognome che porta. Quarta posizione tra le fila del Pd per Flavia Piccoli Nardelli, figlia di Flaminio, che fu parlamentare e segretario nazionale della Dc tra il 1980 e 1982. Anche in questa circoscrizione spunta un candidato non proprio “limpido”. Si tratta del capo lista per il Grande sud, Guglielmo Scammacca Della Bruca, già assessore regionale per i lavori pubblici dal luglio 2001 all’agosto 2004 ed ex vicepresidente della commissione antimafia, oggi capo lista di Lombardo e Miccichè. Ma, come si legge dalle pagine di “Sud press” il nome di Scammacca sarebbe stato fatto da un pentito, Paolo Mirabile, fratello di Giuseppe nell’ambito del processo Iblis che vede imputato proprio Raffaele Lombardo. Una macchia che non gli ha impedito di entrare nella lista.
E se riflessione va fatta sulla limpidezza delle liste, alcune domande verrebbero naturali osservando da vicino i nomi che compaiono tra i candidati al Senato in Sicilia. Cominciamo la lunga lista da Santo Catalano, candidato nella lista "Cantiere popolare" che patteggiò - si legge sul sito Messinaora.it -  una condanna a un anno e undici mesi per abuso edilizio. Con lui anche Rudy Maira, indagato per associazione per delinquere finalizzata alla gestione di appalti pubblici. E ultimamente la Procura di Caltanisetta, come si legge dalle pagine della Gazzetta di Sicilia, avrebber aperto un fascicolo. Per lui e i tre avvocati del suo studio legale l’ipotesi di accusa è di occultamento e distruzione di documenti contabili al fine di evadere le imposte o di consentire a terzi l’evasione. E poi si apre il capitolo legato agli incandidabili tra le fila del partito dei siciliani Mpa di Raffaele Lombardo. Troviamo Giovanni Di Mauro e Rossana Interlandi, indagati per omissione in atti d’ufficio (lo ricorda Repubblica.it), Filippo Drago, condannato in primo grado a due anni e tre mesi per falsità ideologica aggravata e continuata, reato consumato da assessore dell’ex giunta Scapagnini a Catania (Messinaweb.tv). Senza contare il capo lista Raffaele Lombardo, dimessosi da governatore della Sicilia nel luglio del 2012 perché imputato di concorso esterno in mafia.  

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