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Politica

ELEZIONI 2013/ Oltre il "grillismo": qual è davvero il nostro bisogno?

Ciò che stupisce GIUSEPPE FEYLES è la facilità con cui si aggregano nuovi movimenti politici e il modo in cui altri scompaiono: di fronte a tutto ciò, l'elettore sembra essere assai confuso

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

Del fenomeno Grillo mi colpisce la velocità. Più in generale, la facilità con cui si aggregano nuovi movimenti politici e altri scompaiono. Qualunque sia il giudizio sul movimento 5 stelle, non si può liquidare il fatto che ha mobilitato in così poco tempo tante persone. Della sua folla di ieri impressionava soprattutto il silenzio, prima dell’arrivo del leader. Non credo sia una rivoluzione, né una vera novità. Ma vuol dire certamente qualcosa. C’è un disagio, c’è un desiderio, anche se ambiguo. Parallelamente c’è la rapidità con la quale alcuni leader nascono e subito tramontano. Con folate improvvise, il vento della notorietà fa salire il gradimento e il giorno dopo lo abbatte.

Ora, che i media (tv, radio, web) creino i politici e che con altrettanta naturalezza li possano distruggere non è cosa nuova.  Ma nella gente, come spiegare questi cambiamenti repentini d’umore verso quella o questa idea e verso chi la rappresenta?  Cosa significano le migliaia di persone che improvvisamente si mobilitano dietro a Grillo? E come è possibile che tanti, a poche ore dal voto, siano ancora indecisi e, si dice, tra opzioni opposte tra loro?

Una prima osservazione è che sia tramontata la vecchia politica. E’ vero che un tempo il politico aveva un contatto diretto con il suo popolo e questo lo metteva al riparo dalle bufere ostili e limitava gli sbandamenti di opinione. Andreotti ha resistito a decenni di attacchi non perché sapesse difendersi meglio dei suoi epigoni, ma perché il suo partito, la DC, era radicato nel popolo. Senza legami con la gente, costruiti nel tempo, tutto dipende dai media, vecchi o nuovi. Ma è anche vero che fenomeni come il grillismo non sono inediti. Nella storia, pensiamo al primo ventennio del novecento, abbiamo conosciuto molte fiammate improvvise di movimenti politici, alcune finite malissimo.

Riprendo allora una idea che alcuni amici hanno suggerito in questi giorni, sperando di bene interpretarla. Credo che questi fenomeni siano segno di qualcosa di più profondo. Siamo volatili e confusi di fronte alla propaganda elettorale perchè non sappiamo quale sia davvero il nostro bisogno. A chi non sa cosa vuole puoi raccontare oggi una cosa domani il suo contrario.