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DIRETTA ELEZIONI 2013/ Risultati, Ceccanti: affluenza e Senato, numeri che possono penalizzare il centrodestra

Leggendo nel dettaglio i dati sull’affluenza, emerge che nell’attuale tornata elettorale c’è stato un elevato astensionismo nel centrodestra. Ad affermarlo è il senatore STEFANO CECCANTI

Silvio Berlusconi e Angelino Alfano Silvio Berlusconi e Angelino Alfano

Leggendo nel dettaglio i dati sull’affluenza provincia per provincia, emerge che nell’attuale tornata elettorale c’è stato un elevato astensionismo tra gli elettori di centrodestra. Ad affermarlo è il senatore del Pd, Stefano Ceccanti, che contattato da ilsussidiario.net sottolinea come «le circoscrizioni nelle quali si registra un maggiore calo dell’affluenza sono quelle dove il Pdl aveva ottenuto i massimi successi nel 2008. Le province lombarde e siciliane sono quelle che sono scese di più, registrando il 9/10% di votanti in meno, ed è proprio dove il centrodestra cinque anni fa aveva conquistato i suoi maggiori successi. E’ quindi ragionevole supporre che non si tratti di una mera coincidenza, ma che in queste elezioni ci sia stato un forte astensionismo degli elettori del centrodestra». Sempre per Ceccanti, i sostenitori del centrosinistra devono sperare che la Lista civica di Monti ottenga buoni risultati soprattutto nelle regioni rosse, perché così il centrosinistra avrebbe la maggioranza al Senato. «Prendiamo per esempio una regione come la Toscana -suggerisce il costituzionalista -. Per il premio di maggioranza su base regionale previsto per il Senato, il 55% dei seggi andrà al Pd che risulterà il primo partito. Il restante 45% dei senatori andrà ai partiti che superano l’8%, cioè Grillo, il Pdl e Monti. Sarebbe ragionevole che alcuni elettori del Pd votassero Monti, perché così la sua lista supererebbe l’8% e potrebbe contendere una quota di quel 45% di seggi a Berlusconi e Grillo».

Il professore dell’Università La Sapienza spiega inoltre che «se al Senato la coalizione del Pdl in alcune regioni non dovesse superare il 20%, scatterebbe la soglia dell’8% per ciascuna lista. Mettiamo che il centrodestra in Toscana si fermi al 19%. A quel punto non è più considerato come una coalizione e ogni lista è valutata come se corresse per sé, con la conseguenza che il Pdl prenderebbe comunque seggi perché supera l’8% anche in Toscana ed Emilia-Romagna». La legge elettorale per il Senato prevede infatti che, se in una Regione una coalizione non raggiunge il 20%, ciascuna lista corre da sola e deve superare la soglia di sbarramento dell’8%.

Una norma che per Ceccanti non comporterà però particolari problemi per le tre principali coalizioni: «Al Senato i partiti che sostengono Monti hanno presentato una lista unica proprio per superare la soglia di sbarramento dell’8%, anziché del 20%, in ogni singola regione. Il centrosinistra verosimilmente riuscirà a superare il 20% in tutte le regioni. E’ possibile che non sia così per il centrodestra, soprattutto in alcune regioni del centro-sud, ma dove non supererà il 20% perderà comunque poco, perché la lista principale della coalizione è il Pdl e gli alleati contano meno. Il centrodestra non perderà quindi molto anche se non dovesse raggiungere il 20% in tutte le Regioni». Il senatore Ceccanti sottolinea infine un altro aspetto importante collegato all’astensionismo: «A ogni elezione c’è un astensionismo strutturale maggiore, causato dall’invecchiamento della popolazione. Questa tendenza nelle attuali elezioni giocherà a svantaggio del centrodestra, perché le classi di età sopra i 65 anni sono più spostate sul Pdl. Dai 55 ai 65 anni c’è invece la generazione del ’68 che vota centrosinistra. Tra una decina d’anni anche questa generazione incomincerà a votare di meno. Per il momento quindi l’astensionismo degli anziani danneggia il centrodestra, poi comincerà a danneggiare il centrosinistra». (Pietro Vernizzi)