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ELEZIONI 2013/ Camera e Senato, gli eletti che hanno "lasciato" nella scorsa legislatura: chi prende più preferenze va in parlamento?

A Montecitorio, molti ricorderanno come Giorgio Clelio Stracquadanio fu “graziato” dalla decisione di Cristiana Muscardini di dedicarsi a tempo pieno all’attività di parlamentare europeo

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Lo ha ricordato anche Beppe Grillo: non sempre gli eletti coincidono con i votati. Ma come? Ci sono tante situazioni che possono portare un eletto alle dimissioni in favore di un collega di lista o di partito. Certo, ci sono anche casi di morte, questi sono però casi limite. Molto più frequente la dimissione in collegi strategici di chi si è candidato - magari - solo per "tirare" la lista sfruttando la sua notorietà, per poi dimettersi in favore di candidati meno noti. Un elenco completo sarebbe pressoche impossibile, ci limitiamo a ricordanne alcuni, magari eclatanti, nella scorsa legislatura. Anzitutto, in questa tornata elettorale, più che i prossimi eletti, hanno fatto clamore gli esclusi eccellenti dalle liste. Gli impresentabili o i "segati" che dir si voglia sono i primi ad aver lasciato il posto a nuovi candidati. A partire dal Pd, dove lasciano, dopo decenni, le proprie poltrone in Parlamento Massimo D’Alema e Walter Veltroni che hanno deciso di non ricandidarsi. Non rientreranno in Parlamento neppure Stefano Ceccanti, Salvatore Vassallo ed Enrico Morando. Tra i deputati e i senatori di lungo corso che, invece, hanno chiesto di esser derogati dalla norma che prevede l’impossibilità di permanere oltre la terza legislatura, troviamo Anna Finocchiaro, Rosi Bindi, Beppe Fioroni e Franco Marini. Nel Pdl ha fatto parecchio scalpore l’esclusione di Marcello Dell’Utri, giudicato un impresentabile, alla pari di Nicola Cosentino. Sono fuori anche Alfonso Papa e Marco Milanese, mentre stupisce che, in Liguria, per un Claudio Scajola che rinuncia a correre, viene candidato, come capolista alla Camera, il discusso ex direttore del Tg1, Augusto Minzolini. Confermati, com’era prevedibile, i principali dirigenti del Partito: oltre a Silvio Berlusconi, saranno eletti, tra gli altri, Angelino Alfano, Roberto Formigoni, Maurizio Lupi, Raffale Vignali, Denis Verdini, Lucio Malan, Daniele Capezzone, Mario Mantovani, Mariastella Gelmini, Carlo Giovanardi, Altero Mattioli, Francesco Nitto Palma e Gianfranco Rotondi. Nei cinque anni appena trascorsi, invece, sia alla Camera che al Senato, in corso d’opera non ci sono stati particolari stravolgimenti. A Montecitorio, molti ricorderanno come Giorgio Clelio Stracquadanio fu “graziato” dalla decisione di Cristiana Muscardini di dedicarsi a tempo pieno all’attività di parlamentare europeo. Una scelta che consentì a Stracquadanio, primo dei non eletti in Lombardia, di poter entrare in Parlamento. Antonio Milo, invece, era subentrato a Raffaele Lombardo, nel frattempo eletto governatore della Sicilia, nel collegio Campania I. Stessa sorte era toccata a Elio Vittorio Belcastro, subentrato a Lombardo nel collegio calabrese. Idem Nicola Leanza, diventato parlamentare nel collegio Sicilia I e Roberto Mario Sergio Commercio, eletto in Sicilia II. Moltissimi i deputati subentrati a Silvio Berlusconi, candidato nelle precedenti elezioni come capolista in tutte le Regioni che, alla fine, optò per il collegio molisano. Costoro furono: Agostino Giglia, Gianni Mancuso, Elena Centemero, Antonio Angeluggi, Andra Orsini, Giorgio Holzamma, Luca Bellotti, Maurizio Paniz, Isidoro Gottardo, Michele Scandroglio, Lucio Barani, Luciano Rossi, Mariarosaria Rossi, Giulio Marini, Daniele Toto, Gianfranco Paglia, Vincenzo Taddei, Michele Traversa, Alessandro Saro Alfonso Pagano, Luca Giorgio Barbareschi. Gianfranco Fini, invece, era ovunque il secondo candidato del Pdl. Gli subentrarono, tra gli altri, Enrico Pianetta, Riccardo De Corato, Renato Farina, Carlo Nola, Catia Polidori, Gianfranco Sammarco. Nel Pd, invece, Pierluigi Mantini, Antonio Cuomo, Marilena Samperi subentrarono a Walter Veltroni, candidato in quattro regioni come capolista. Con Umberto Bossi, invece, si avvicendarono, per citarne alcuni, Renato Walter Togni, Sebastiano Fogliato, Maurizio Fugatti, Giovanna Negro, Massimiliano Fedriga e Guido Bonino. A Palazzo Madama,invece, la morte di Ugo Martinat, deceduto il 28 marzo 2009, consentì la nomina senatoriale di Tomaso Zanoletti. Formigoni, invece, fu eletto ma decise di continuare ad occuparsi della Regione Lombardia. Gli subentrò Riccardo Conti. Decisione analoga fu assunta da Gicancarlo Galan, che preferì continuare a occuparsi del Veneto. Gli subentrò Piero Longo. Luigi Scotti, poi, morì il il 6 dicembre 2008 e fu sostituito da Maria Alessandra Gallone. Di seguito, pubblichiamo l’elenco completo di tutti gli avvicendamenti che si sono verificati alla Camera e al Senato nel corso della trascorsa legislatura.

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