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ELEZIONI POLITICHE 2013, Risultati, il voto al Senato nel 2008

La scorsa tornata delle elezioni politiche si è tenuta il 13 e 14 aprile 2008 e l’affluenza per il Senato è stata del 78,2%, leggermente superiore alla Camera dove si è fermata al 78,1%

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ELEZIONI POLITICHE 2013: SENATO, I RISULTATI DELLA PRECEDENTE TORNATA ELETTORALE – La scorsa tornata delle elezioni politiche si è tenuta il 13 e 14 aprile 2008 e l’affluenza per il Senato è stata del 78,2%, leggermente superiore alla Camera dove si è fermata al 78,1%. La coalizione che sostiene Silvio Berlusconi come candidato premier, composta da Pdl, Lega nord e Movimento per le autonomie, ottiene il 47,3% e porta a casa 174 seggi su 315 membri eletti (cui nel 2008 vanno aggiunti sette senatori a vita). Il Pdl in particolare raggiunge il 38,2%, che gli vale 141 senatori, la Lega nord l’8,1% (25 senatori) e l’Mpa l’1,1 (2 seggi). La coalizione composta da Pd e Italia dei Valori, che sostiene Walter Veltroni, totalizza il 38%, raggiungendo quota 132 senatori. Il Pd arriva al 33,7% (116 seggi) e Di Pietro al 4,3% (14). Il 5,7% dell’Udc, pur essendo un risultato lusinghiero, è però una sconfitta rispetto alla legge elettorale in vigore. Il Porcellum prevede infatti che al Senato per superare la soglia di sbarramento le liste che corrono da sole debbano superare l’8%. Il partito di Pier Ferdinando Casini riesce così a portare a casa solo 3 senatori, molti meno dei 36 seggi conquistati alla Camera. Non superano la soglia di sbarramento in nessuna delle 20 regioni la Sinistra Arcobaleno di Fausto Bertinotti, ferma al 3,2%, La Destra di Daniela Santanché, al 2,1%, e il Partito Socialista di Enrico Boselli, allo 0,9%. La Sudtiroler Volkspartei, che corre da sola in due collegi del Trentino-Alto Adige e alleata del Pd in altri quattro, ottiene solo lo 0,4%, ma riesce a totalizzare quattro seggi. Mentre la lista autonomista Vallée d’Aoste, con lo 0,1%, elegge un unico senatore. Nel corso delle elezioni 2008, il 2 aprile, mentre nelle circoscrizioni estere si sta già votando, si verifica un conflitto di competenze che secondo il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, rischia di portare all’annullamento delle elezioni. Il Consiglio di Stato, prendendo spunto dall’esclusione della lista della Democrazia cristiana ma non entrando nel merito della questione, emette un’ordinanza che stabilisce la sua competenza a giudicare su eventuali ricorsi relativi al voto. Amato risponde che in questo modo i giudici hanno invaso una sfera di competenza esclusiva del Parlamento, e affida all’Avvocatura dello Stato il compito di presentare ricorso di fronte alla Corte di Cassazione. Quest’ultima dà ragione al ministero dell’Interno, stabilendo che la competenza su tutti i ricorsi relativi alle elezioni spettano esclusivamente al Senato e alla Camera dei deputati.

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