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RISULTATI ELEZIONI 2013/ Sapelli: la vittoria di Grillo è colpa di Napolitano

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Beppe Grillo (InfoPhoto)  Beppe Grillo (InfoPhoto)

No, non siamo al caos, siamo alla disgregazione, che è cosa differente. Si è conclusa la stagione del bipolarismo. E su questo possiamo dire: finalmente. Siamo entrati in una fase tripolare. C'è il centrosinistra di Pier Luigi Bersani, che cerca di diventare un partito quasi tradizionale, c'è il centrodestra che si sta riorganizzando, e c'è questa terza forza, il Movimento 5 Stelle, il “partito invisibile”, il partito tecnologico, con un leader che poi, quando appare, sa riempire le piazze. A proposito di questo movimento si è sempre parlato, schematicamente e genericamente, di populismo, dimenticando che c'è stato anche un populismo animato dai sindacati, un populismo che ha saputo lanciare idee interessanti come il populismo americano. Il movimento di Grillo, piuttosto, appare come un partito bonapartista, che occhieggia a sinistra. Ci sono stati nella storia bonapartisti di destra e bonapartisti di sinistra. Grillo lo è di sinistra. Dietro a questi poli, c'è il partito-azienda, il partito della Fiat, creato dal professor Monti.

 

A proposito di Monti, come si può spiegare il modesto risultato ottenuto dalla sua lista?

Perché questo è veramente un partito-azienda, con in più una visione da vecchi azionisti: noi siamo intelligentissimi, siamo il partito della ragione, gli altri non capiscono nulla. Alla fine si vedono i risultati. L'unica cosa positiva è che Monti, di fatto, ha “ucciso” due personaggi come Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini.

 

Lei dice che siamo in una situazione di disgregazione e non di caos. Ma come se ne esce adesso?

Cominciamo a dire una cosa importante e tutto sommato positiva. Per chi ha vissuto, come me e come lei, gli “anni di piombo”, con tutti gli incubi che comportavano, qui non c'è nessuno che invita a sparare per le strade. Il movimento di Grillo ti invita a candidarti per il Comune, la Regione o per il Parlamento. E questo vuol dire che almeno il tessuto democratico tiene ancora. Le possibili soluzioni di una simile impasse? Due anni di governo di larghe intese, dove si devono fare poche cose: trattare una politica sostenibile con l'Europa e varare finalmente una riforma elettorale. E ciascuno deve rinunciare a qualche cosa nell'interesse di tutti, nell'interesse dell'Italia.

 

(Gianluigi Da Rold)



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COMMENTI
26/02/2013 - La sabbia può soffocare la fame, ma non sazia (Andrea Trombetta)

Sono sinceramente stupito dalla superficialità del commento di Sapelli. La domanda che nel Paese è diventata un urlo ha due cause: una culturale e l'altra finanziaria. La seconda è l'enormità del peso del debito pubblico, di cui siamo drammaticamente schiavi; la prima è una concezione unilaterale della politica, fatta da professionisti ormai interamente e quotidianamente occupati a guadagnare il consenso di inerti milioni di spettatori. Dobbiamo smettere questa lettura in cui l'io, ogni io politico, è un elemento passivo da soddisfare con palliativi che ne anestetizzino l'autentico bisogno. Il problema non è sedare il sintomo, ma individuare la causa e attuare una soluzione strutturale, rispondere in modo adeguato e durevole. Certo che la politica delle promesse facili va in tutt'altra direzione, ma è forse colpa di Napolitano o Monti se in tredici mesi PDL e PD non sono riusciti a tagliare davvero i costi della politica, fare una riforma elettorale, eliminare le province? È colpa di Napolitano se chi in 19 anni non ha combinato nulla si scandalizza perché in 13 mesi non si vedono i vantaggi di alcune riforme strutturali, ma se ne colgono solo i costi? Ingrassiamo di sabbia gli affamati e smetteranno di urlare, ma non staranno meglio.

 
26/02/2013 - ed i mercati stanno a punir l''italia! (antonio petrina)

ed i mercati stanno a punir l'italia (-6% le borse dei titoli bancari) per l'ingovernabilità e mandano a dire al nascente governo quanto mefistefele disse al sovrano : stampa moneta (Faust II) ,tanto il conto del sarto lo pagherai più avanti(keines,Prospettive)!

 
26/02/2013 - Colpa di Napolitano? (flavio colombo)

La disgregazione politica è colpa di Napolitano?? A me sembra invece che la disgregazione politica abbia portato Napolitano a fare certe scelte, visto che 13 mesi fa nessuno degli eletti sembrava voler andare a governare o continuare a governare. Quindi si sono messi daccordo per far governare un non eletto. Una politica più disgregata di così... Probabilmente un anno fa' il centro destra avrebbe preso meno voti, non avendo nessuno a cui addossare le colpe, ed avrebbe governato il PD. Meglio? Non so.

 
26/02/2013 - #sapevatelo (Daniele Scrignaro)

Parrebbe che “il” dato per eccellenza di queste elezioni sia il successo Grillo-Berlusconi, meglio, il roboante risveglio degli smargiassi. Il vocabolario degli etimi dice: «Bravaccio, millantatore, che si vanta più di quello che faccia». Promette e non mantiene (in questo caso c’è proprio da augurarsi che nessuno dei due mantenga). Fin qui il folklore. Sulle “colpe” del Presidente andrei piano, molto piano perché il vincitore vero, l’occasione che – grazie ai boccaloni che hanno seguito gli smargiassi – si prospetta è l’ingovernabilità, cioè la grande opportunità di rifondare questo Paese mettendosi tutti attorno allo stesso tavolo. Con un vantaggio rispetto ai primi, i politici del dopo la Liberazione, che questa volta c’è posto – e servono – tutti. In questi undici anni sono stati tutti un po’ come gli allora fascisti, ogni partito (e movimento – prima che qualcuno si offenda) ha fatto emergere il peggio di se stesso, dall’ignavia del Pd, passando per le spacconate del Pdl, fino alle picconate del 5 Stelle, alla ardita intuizione di Scelta Civica (gestita con semplicioneria pur con le oggettive scusanti della giovanile incompetenza e del tempo breve). Ma, se «dal diamante non nasce niente, dal letame nascono i fior», per favore, non gettiamo ai porci questa provvidenziale circostanza. Se la Repubblica, con la sua Assemblea costituente, è nata dalle bombe di una guerra militare, non sprechiamo lo sfacelo delle bombe finanziarie. Su Twitter si dice #sapevatelo.

 
26/02/2013 - la colpa è del PD (Claudio Baleani)

La colpa è del PD. Se avessero collaborato con la riforma costituzionale per diminuire il numero dei parlamentari, votata dal solo centro destra, e magari pagarli un pò meno i grillini avrebbero preso di meno. Ma che c'entra Napolitano? Se il PD avesse candidato Renzi a grillo sarebbe diminuito il serbatoio di potenziali voti.