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ELETTI CAMERA 2013/ I nomi dei deputati che entrano a Montecitorio: l'elenco completo

Alla Camera, grazie ad una legge elettorale che attribuisce il 55% dei seggi alla prima forza, il centrosinistra prende 340 deputati, nonostante un distacco risicatissimo dal centrodestra

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All’indomani delle elezioni, per quanto riguarda la Camera dei Deputati, l’unica certezza che rimane sono i nomi degli eletti a Montecitorio e la composizione di un nuovo Parlamento su cui pesa l'incognita della durata. Nessuno è in grado di dire se e come sarà costruito il prossimo governo, e neppure se la prossima legislatura sia destinata a nascere o a durare a lungo. Alla Camera, solo grazie ad una legge elettorale che attribuisce alla prima coalizione (o al primo partito) automaticamente il 55% dei seggi, il centrosinistra potrà godere in un’ampia maggioranza, pur avendo ottenuto un distacco rispetto alla altre forze decisamente risicato. Con il 29,5% delle preferenze, infatti, la coalizione guidata da Bersani si aggiudica 340 (più cinque esteri) dei 630 seggi in palio alla Camera (292 il Pd, 37 Sel, 6 il Centro Democratico, 5 l’SVP). Il centrodestra, dietro di soli 0,3 punti percentuali, ottiene un numero di parlamentari decisamente più basso, pari a 124 seggi (+ 1 nella circoscrizione estera). Nel dettaglio, il Pdl manda a Montecitorio 97 candidati, la Lega 18, Fratelli d’Italia 9. Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, con il 25,6% dei consensi è la terza forza parlamentare ma il primo partito in assoluto. E porta alla Camera 108 seggi deputati. Alla Coalizione guidata da Mario Monti, infine, vanno 45 seggi. 37 a Scelta Civica e 8 all’Udc.
Insomma, come afferma Lorenza Violini su queste pagine, la composizione della Camera  riflette un clima in cui, per settimane, si è respirato un'aria avvelenata che non ha fatto altro che alimentare il sentimento dell’antipolitica. Come se ne esce, a questo punto? Sempre sulle pagine de IlSsussidiario.net, Giuliano Cazzola si è detto convinto di come non ci resti che auspicare in un accordo tra il Pd, il Pdl e Scelta civica, volto a garantire, almeno per un anno, in attesa delle prossime elezioni anticipate, il disbrigo della faccende correnti e la gestione delle questioni  economiche.