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ELETTI SENATO 2013/ I nomi dei senatori che entrano a Palazzo Madama: l'elenco completo

Tutti gli occhi sono puntati sul Senato, ove la parola che domina – per la straordinaria affermazione dei grillini - , e che tutti avrebbero voluto scongiurare è “ingovernabilità”.

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ELEZIONI 2013: I NOMI DEGLI ELETTI AL SENATO - Tutti gli occhi sono puntati sul Senato, ove la parola che tristemente domina, e che tutti avrebbero voluto scongiurare è “ingovernabilità”. Nessuno è in grado di dire come si comporterà Beppe Grillo, che ha portato in Parlamento una nutritissima pattuglia di neodeputati e neosenatori e che, a Palazzo Madama, è tranquillamente in grado di impedire la composizione di un governo. A meno che il Pd di Bersani, che alla Camera gode di un’ampia maggioranza, grazie alla legge elettorale che ha attribuito alla sua coalizione il 55% dei seggi, non decida di dar vita da un governo di larghe intese con il Pdl, escludendo l’M5S. Un’ipotesi, comunque vada, difficilmente percorribile. Sia per la ritrosia dei diretti interessati, sia perché questo comporterebbe l’esclusione dall’esecutivo del primo partito del Paese (anche se non è la prima forza). In ogni caso, alla Camera alta, il centrosinistra di Bersani porta 113 parlamentari, il centrodestra, ribaltando il risultato di Montecitorio, 116. L’M5S dispone di 54 senatori, mentre tra i candidati di Scelta civica, indosseranno il laticlavio in 18.

I COMMENTI – In uno scenario del genere, risulta non solo pressoché impossibile ipotizzare qualsivoglia prospettiva di medio-lungo termine, ma anche pensare di riuscire a gestire gli affari correnti. Un bel problema se si considera, come ricordava Stefano Folli su queste pagine, che siamo dentro una crisi di proporzioni mai viste e che, in questo momento, gli occhi di tutti i mercati e le borse del mondo sono puntati su di noi. Luciano Violante ha spiegato a IlSussidiario.net che in un contesto del genere, l’unica via d’uscita consiste in un'alleanza programmatica della forze più responsabili (un accordo non di governo, ma sui contenuti) che punti al pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni, all’eliminazione dell’Imu sull’unica casa per i ceti più poveri e alla riforma delle legge elettorale.

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