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ELEZIONI 2013/ L'esperto: rivotare subito con il Porcellum? Ecco perché non si può fare

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Non avrebbe davvero alcun senso farlo con la stessa legge elettorale. Questo significherebbe inoltre regalare un altro 25% al Movimento 5 Stelle, correndo il rischio di avere una maggioranza assoluta nelle mani di Beppe Grillo. Credo sia quindi necessario regolare in modo decisamente più adeguato la competizione tra i partiti politici, in modo che, una volta avvenuta l’elezione, si possa governare efficacemente il Paese. Per come è oggi la situazione, invece, questo non è affatto possibile. Vorrei poi dire che, a mio giudizio, è stato soprattutto il Pd a commettere i più grandi errori nelle ultime ore.

Quali in particolari?

In conferenza stampa, Bersani ha annunciato di voler aprire solo a Grillo. Sono dell'idea che, invece, avrebbe dovuto chiedere il sostegno di tutte le forze politiche in Parlamento, in modo tale da congiungersi e offrire qualche garanzia al Paese. Quello del segretario Pd è dunque un errore macroscopico, sia dal punto di vista costituzionale che politico. C’è poi il problema dell’elezione del presidente della Repubblica.

Che nel semestre bianco non può sciogliere le Camere?

Certo, a Napolitano è vietato costituzionalmente lo scioglimento delle Camere, proprio perché siamo nel suo semestre bianco. Questo Parlamento ha dunque il dovere costituzionale di eleggere il nuovo Capo dello Stato, però mi chiedo: adesso, dopo questo voto, con quale maggioranza sarà possibile farlo?

Quali sono quindi i prossimi passaggi obbligati?

Dal punto di vista costituzionale, l’unica vera questione che adesso deve essere risolta dalle quattro forze politiche maggiori è l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Dal punto di vista politico, invece, sarebbe opportuno un periodo non breve in cui attuare varie riforme, come quella della legge elettorale e del Parlamento, e il mantenimento di un dialogo positivo con l'Europa, auspicando anche al livello dell'UE alcune riforme soprattutto per la zona Euro. Poi, nel giro di 1-2 anni, si potrebbe pensare di tornare al voto su una base costituzionale comune, rispettata e condivisa da tutti.

 

(Claudio Perlini)



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