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ELEZIONI 2013/ Violante (Pd): il mio programma per governare con Pdl, Monti e Grillo

Una piattaforma programmatica comune tra tutte le coalizioni presenti in Parlamento per evitare di andare alle elezioni anticipate. A formularla è LUCIANO VIOLANTE, esponente del Pd

Luciano Violante (InfoPhoto) Luciano Violante (InfoPhoto)

Una piattaforma programmatica comune tra tutte le coalizioni presenti in Parlamento per evitare di andare alle elezioni anticipate. A formularla è Luciano Violante, esponente del Partito Democratico ed ex presidente della Camera, che rivela a Ilsussidiario.net di ritenere che Pier Luigi Bersani debba iniziare a lavorare con Silvio Berlusconi, Beppe Grillo e Mario Monti sulla base di alcuni punti prioritari. Per Violante dovrebbero essere i seguenti: “Il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni, l’eliminazione dell’Imu sull’unica casa per i ceti più poveri, misure per la ricerca scientifica, la riduzione del numero dei parlamentari, risoluzione del conflitto d’interessi, una nuova legge elettorale, semplificazione del procedimento legislativo alla Camera e al Senato, voto delle proposte di iniziativa popolare entro sei mesi dal loro deposito”.

Violante, partiamo dal voto di domenica e lunedì. Qual è il significato politico di questo risultato? 

Gli elettori hanno premiato la capacità di rappresentare orizzonti auspicabili anche se non realizzabili, mentre non hanno apprezzato il realismo delle proposte di Bersani. Fermo restando che Bersani è il capo della coalizione maggioritaria tanto alla Camera quanto al Senato.

Lei vuole suggerire che buona parte degli elettori si sarebbero dimostrati immaturi? 

No, tutt’altro che immaturi. L’elettore ha sempre ragione, perché sceglie sulla base delle sue motivazioni. Ma quando il cittadino è in condizioni di grande difficoltà ed è schiacciato da una serie di difficoltà, vota più sulla base di un dato emozionale che in base alla ragione. Tra l’altro Berlusconi e Grillo sono apparsi più vicini di Bersani alla vita concreta delle persone, anche se le proposte del segretario del Pd erano molto più ragionevoli ed efficaci.

Perché Bersani non è riuscito a convincere buona parte degli elettori? 

Intanto Bersani ha ottenuto una maggioranza solida alla Camera dei deputati, ma non al Senato, per effetto di un meccanismo elettorale francamente balordo. Se in entrambi i rami del Parlamento ci fosse la stessa legge elettorale, ci sarebbe la maggioranza assoluta per il centrosinistra anche al Senato. Resta il fatto che giustamente ci si aspettava un risultato diverso.

E perché questa aspettativa non è stata corrisposta?

Perché quando una persona è stretta dal bisogno e dal disagio, le risulta difficile ragionare in modo pacato su tutte le alternative presenti sul tavolo, e si orienta quindi sulla base di proposte che le sembrano convincenti anche se poi non lo sono. Un ruolo è stato giocato certamente dalle promesse di Berlusconi sull’Imu, che sono però irrealizzabili. A fare la differenza è stata anche la posizione anti-sistema di Grillo, ma nel voto del Movimento 5 Stelle si sono espressi anche dei ceti che non si sono sentiti rappresentati dalle forze politiche più tradizionali.

Con Renzi candidato premier le cose sarebbero andate allo stesso modo? 

In politica non si ragiona con i se e con i ma. La scelta di un candidato più “vecchio” come Bersani non ha pesato sull’esito del voto? Bersani è stato scelto dagli elettori di centrosinistra. Pur non essendoci le condizioni per farlo, il segretario del Pd ha fatto modificare lo Statuto del partito per consentire a Renzi di correre.

Bersani ha le qualità per continuare a guidare il Pd? 

Certamente.

Ora si deve andare a nuove elezioni, o formare una grande coalizione? 


COMMENTI
27/02/2013 - la tesi del dato emozionale non mi emoziona (Claudio Baleani)

Il voto a Berlusconi o a Grillo è un dato emozionale. Invece quello a Bersani sarebbe un voto di ragione. Questa è la tesi. Non ho capito come si fa a mettere insieme il voto a Grillo con quello a Berlusconi. Ma andiamo avanti. Proposta Bersani? Qual è? Berlusconi ha detto che il motore dell'economia italiana è il mattone e l'IMU stronca il mercato. Chiedete alle imprese se è vero o è un dato emozionale e chiedete alle Banche quanti crediti inesigibili hanno verso i costruttori. La proposta di Violante è interessante, anche se scheletrica, ma prima di tutto ci si deve mettere sulla testa che Berlusconi non prende voti per caso. Li prende perché c'è una maggioranza in Italia che è di centro destra. Ma è tanto difficile ammetterlo? Un'ultima cosa. Olli Rehn, l'ex calciatore finlandese, si è ingerito nei fatti italiani fino a far credere a Monti di essere un grande leader. Il risultato è che Monti non lo possiamo più prendere per fare il presidente del consiglio e lui ha portato via i voti che servivano per fare una maggioranza probabilmente al PD. La prossima volta non facciamo lo stesso errore. Ragioniamo con la testa nostra. E se uno dice: ma questo lo vuole il PPE possiamo avere la libertà di rispondere, "Chi se ne frega"?