BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

RISULTATI ELEZIONI 2013/ Cazzola: solo la "triade" può fermare lo tsunami di Beppe Grillo

Beppe Grillo (Infophoto) Beppe Grillo (Infophoto)

Sarà per questo motivo che l’Unione europea ha assistito e assiste in silenzio al clamoroso successo elettorale di Beppe Grillo in Italia. Ma come può la Comunità internazionale fidarsi di un Paese in cui il M5S - un soggetto misterioso colpevolmente sottovalutato, populista e antieuropeo - è diventato il primo partito alla Camera? Come può un investitore straniero sottoscrivere i nostri titoli quando chi vince le elezioni sostiene di non onorare il debito sovrano? Ci sorprende, invece, la reazione di tanti commentatori e, più in generale, delle forze politiche di centrosinistra. Sembra di essere ritornati ai tempi dei “compagni che sbagliano”. In sostanza, il grillismo è un fenomeno che viene giustificato per la sua critica alla classe politica, ai partiti e ai sindacati. Le sue rampogne, la sua insofferenza - si dice - sono giustificate e condivisibili. Il limite starebbe solo nell’accontentarsi della “protesta” e di non avere “proposte”. Persino Mario Monti non esita a fare paragoni siffatti. Quanto al Pd, è ormai palese il progetto di riproporre a livello nazionale il modello Crocetta: ottenere l’appoggio esterno del M5S a un governo Bersani privo della maggioranza al Senato. È proprio vero che gli dei confondono la mente di coloro di cui hanno segnato il destino.

Basta osservare il dibattito politico di queste prime ore. Si direbbe quasi che qualcuno pensi di fermare gli orologi, come si faceva un tempo per eludere una scadenza vincolante o un termine insormontabile. Solo che quel piccolo trucco serviva a recuperare qualche ora o un giorno al massimo. Adesso il “fermo” degli orologi dovrebbe proseguire per qualche mese (forse anche per un anno) prima di tornare inevitabilmente alle urne. E nel frattempo che cosa dovrebbe succedere? La risposta che viene data è la seguente: concordare una nuova legge elettorale. Ma nel frattempo come e con chi si affronterebbero non già i problemi non risolti denunciati in campagna elettorale, ma il precipitare dei nuovi guai conseguenti all’infausto risultato elettorale? Nessuno è in grado di chiedere al mondo di fermarsi per poter scendere. L’economia, i conti pubblici, i mercati, lo spread, la disoccupazione presenteranno quotidianamente il loro conto. Diranno loro di ripassare? Che i “nostri eroi” sono impegnati a definire quale legge elettorale ci porterà di nuovo al voto il più rapidamente possibile?

Davanti a noi rimane soltanto una soluzione: una maggioranza di solidarietà nazionale incentrata sulla terna Pd, Pdl e Scelta civica, che si impegni non a esprimere un governo a termine, ma a portare il Paese fuori dalla crisi. E a difendere le istituzioni democratiche. Perché di questo si tratta. Se ciò non sarà possibile, Dio aiuti questo povero Paese. Il peggio deve ancora venire.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
27/02/2013 - Analisi delle crisi (Vulzio Abramo Prati)

La Storia insegna che le crisi fatali si sviluppano quando sorge un problema che non viene rilevato, lo si banalizza mentre si sviluppa e quando è grande si cerca di combatterlo con metodi vecchi e inefficaci. È successo così dalla caduta degli imperi fino alla seconda repubblica. Lo stesso vale in economia, vedi caso Polaroid. In questi giorni mi sembra di rivivere la stessa cosa con politici che disquisiscono su vittoria di lista o di coalizione, di anti politica o di assenza di programma senza capire che, come riporta il Corriere, se 16 milioni di elettori hanno cambiato voto forse il problema e' un altro e i politici se vogliono evitare la crisi fatale devono, per una volta con umiltà, ascoltare la gente e agire velocemente di conseguenza, senza inutili "minuetti", come li ha giustamente definiti Paolo Mieli. E forse anche il fatto di poter scegliere i candidati ha di nuovo appassionato la gente alla politica.

 
27/02/2013 - No alla "triade" (Giuseppe Crippa)

“E’ proprio vero che gli dei confondono la mente di coloro di cui hanno segnato il destino”… Questa considerazione, che Giuliano Cazzola (ex CGIL, ex PdL e, per ora, Scelta Civica) formula sul PD, andrebbe a mio avviso a maggior ragione attribuita a Cazzola stesso ed alla sua proposta di governo di solidarietà nazionale tra PdL, PD e Scelta Civica. Mi auguro invece che Scelta Civica decida invece di dialogare con Grillo e con il PD valutando senza preconcetti e prevenzioni le proposte che verranno avanzate da quelli che sono in questo momento i due maggiori partiti italiani: sarebbe un atteggiamento che tiene conto del fatto che il PdL un governo di solidarietà nazionale l’ha subito mal volentieri per un anno e poi abbattuto tre mesi prima della sua fine naturale.