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RISULTATI ELEZIONI 2013/ Cazzola: solo la "triade" può fermare lo tsunami di Beppe Grillo

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Beppe Grillo (Infophoto)  Beppe Grillo (Infophoto)

Tanto tuonò che piovve. E di acqua ne è caduta troppa, al punto da sconvolgere, al di là di ogni ragionevole previsione, lo scenario della politica italiana. Dopo lo tsunami del 24 e 25 febbraio, alcuni - tra gli addetti ai lavori - si chiedono quale sarà la sorte della riforma del lavoro. Forse tra qualche giorno potremo avere le idee più chiare di quanto non lo siano adesso. Ma prima di rispondere a questa domanda bisognerebbe porsi degli interrogativi ancor più pressanti, a partire da quale prospettiva deve aspettarsi il Paese.

Il responso delle urne è sotto i nostri occhi, allibiti e increduli. La sua devastante evidenza è talmente chiara che ogni commento in più sembrerebbe non solo superfluo, ma patetico. Ci permettiamo pertanto di aggiungere, mutuandole da un grande pensatore, solo le seguenti parole. “Si è presentato come l’anti-partito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo ad una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odi, dei desideri. È divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano”.

A nostro avviso, basterebbero queste semplici frasi per spiegare il fenomeno M5S ai nostri partner europei che perdevano il loro tempo a preoccuparsi del ritorno di Silvio Berlusconi. Il brano è tratto, invece, da uno scritto a proposito del nascente fascismo a firma di Antonio Gramsci, pubblicato sull’Ordine nuovo del 26 aprile 1921. La storia si sta ripetendo? Noi crediamo di sì, sia pure in forme diverse. Con il web, non con il manganello e l’olio di ricino, almeno per ora. Ma la pozione malefica delle subculture fascistoidi sta avvelenando i pozzi del vivere civile. E non si tratta di un fuoco di paglia, ma di un virus che può diffondersi e infettare il Vecchio Continente.

Nel 2000 la Comunità europea arrivò a promuovere delle sanzioni contro l’Austria come reazione nei confronti di un governo costituito dai democristiani di Wolfgang Schuessel e dai liberali di Joerg Haider. Quest’ultimo rappresentava in quei tempi, per le sue posizioni politiche, la pietra dello scandalo, anche se - a leggerlo oggi - il programma concordato da quella maggioranza - che fu detta nero-blu - potrebbe sembrare persino innovativo e anticipatore di scelte che adesso sono di ordinaria amministrazione in tutti quei paesi che allora si scandalizzarono e adottarono le sanzioni prescritte. Ben presto si ritenne che l’aver decretato l’apartheid nei confronti di uno Stato sovrano fosse stato un errore.



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COMMENTI
27/02/2013 - Analisi delle crisi (Vulzio Abramo Prati)

La Storia insegna che le crisi fatali si sviluppano quando sorge un problema che non viene rilevato, lo si banalizza mentre si sviluppa e quando è grande si cerca di combatterlo con metodi vecchi e inefficaci. È successo così dalla caduta degli imperi fino alla seconda repubblica. Lo stesso vale in economia, vedi caso Polaroid. In questi giorni mi sembra di rivivere la stessa cosa con politici che disquisiscono su vittoria di lista o di coalizione, di anti politica o di assenza di programma senza capire che, come riporta il Corriere, se 16 milioni di elettori hanno cambiato voto forse il problema e' un altro e i politici se vogliono evitare la crisi fatale devono, per una volta con umiltà, ascoltare la gente e agire velocemente di conseguenza, senza inutili "minuetti", come li ha giustamente definiti Paolo Mieli. E forse anche il fatto di poter scegliere i candidati ha di nuovo appassionato la gente alla politica.

 
27/02/2013 - No alla "triade" (Giuseppe Crippa)

“E’ proprio vero che gli dei confondono la mente di coloro di cui hanno segnato il destino”… Questa considerazione, che Giuliano Cazzola (ex CGIL, ex PdL e, per ora, Scelta Civica) formula sul PD, andrebbe a mio avviso a maggior ragione attribuita a Cazzola stesso ed alla sua proposta di governo di solidarietà nazionale tra PdL, PD e Scelta Civica. Mi auguro invece che Scelta Civica decida invece di dialogare con Grillo e con il PD valutando senza preconcetti e prevenzioni le proposte che verranno avanzate da quelli che sono in questo momento i due maggiori partiti italiani: sarebbe un atteggiamento che tiene conto del fatto che il PdL un governo di solidarietà nazionale l’ha subito mal volentieri per un anno e poi abbattuto tre mesi prima della sua fine naturale.