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VISTI DALLA GRECIA/ Deliolanes (Ert): grazie alla Merkel voi avete Grillo e noi i nazisti...

Pubblicazione:mercoledì 27 febbraio 2013

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«L’Italia è sulla soglia di una grave instabilità, conseguenza diretta della crisi del suo sistema politico. L’Europa stia in guardia e non faccia orecchie da mercante, perché non è estranea a questa crisi». Commenta così, Dimitri Deliolanes, corrispondente in Italia della tv greca Ert, l’immediato dopo elezioni in Italia che sembra confermare i peggiori pronostici della vigilia.

Perché, Deliolanes? C’è qualche elemento che avvicina la nostra situazione a quella della Grecia?
Non c’è dubbio, ed è un fattore comune più o meno a tutti i Paesi che sono travolti dalla crisi del debito all’interno dell’Eurozona. Questo perché la risposta finora data dai paesi leader dell’Unione, in particolare la Germania, a questa crisi è inadeguata. La rigidità sta sconvolgendo non solo il tessuto economico dei Paesi in crisi, ma sta rischiando anche di destabilizzarne il sistema politico e dunque l’elemento democratico.

Lo stesso che è accaduto in Grecia.
Appunto. In Grecia abbiamo visto il raccapricciante ingresso dei nazisti (Alba dorata, ndr) nel parlamento di uno Stato europeo. In Italia per fortuna non ci sono i nazisti, ma un sorprendente, generale movimento di rigetto delle politiche di austerità dell’Unione europea che si esprime attraverso Grillo, ma anche attraverso Berlusconi. Credo che un certo disagio trovi spazio pure nel Partito democratico.

Sulla base di quanto si è verificato in Grecia, quali sono gli errori che dovremmo evitare?
La Grecia è lì a dimostrare che la ricetta che l’Europa ha voluto applicare, l’austerità «senza se e senza ma», non dà i risultati sperati e al contrario ne ottiene di opposti: una profonda recessione e una crisi sociale a livelli inimmaginabili per un Paese europeo. In Grecia ne vediamo i frutti perché da noi è stata applicata con maggior vigore e in un lasso di tempo più lungo, cioè dal 2010 a oggi. Penso che di questo si siano accorti tutti i leader politici italiani.

Secondo lei la politica europea ha in parte a che fare con il risultato elettorale di Mario Monti?
Sì. Dirò di più: insieme a Mario Monti perde anche la Merkel. Non si può negare che la cancelliera, insieme ad alcuni importanti ambienti finanziari, si sia sbilanciata a favore di Monti. Come non si può negare che il Ppe a suo tempo abbia spinto Monti a scendere in campo. Insieme a Monti sono state indubbiamente «sconfitte» anche queste forze.

Dove ha sbagliato Mario Monti?
Invece di continuare ad essere un rispettabile tecnocrate, un professore autorevole, è sceso in campo ed è stato sconfitto. Quando prese il governo, promise non solo di risanare le finanze pubbliche ma anche di creare un fronte che portasse l’Ue a rivedere la sua politica di sovra-austerità. Forse è stato troppo prudente, forse non ha trovato gli alleati giusti; di fatto ciò che rimane del suo operato è la parte recessiva, non quella dello sviluppo.

Se il successo ottenuto da Grillo servisse a fare pressione sull’Europa?


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COMMENTI
27/02/2013 - commento (francesco taddei)

Signor Deliolanes è forse colpa della germania se l'italia ancora crede nel socialismo reale, si indebita oltre le sue possibilità, ha un'architettura costituzionale più bella del mondo per i comici, più insegnanti assunti con più denatalità, statalità ovunque, anche su settori preistorici come i trasporti, corporazioni professionali, sindacati che occupano lo stato, apparati statali dall'esercito alla banca d'italia ed oltre che fanno corpo a sè invece che rispondere alla politica, i cui rappresentanti non sono scelti ma nominati, per non parlare della magistratura e un sistema universitario arcaico?